Giuseppe Berto

1914-1978 • Novecento

Informazioni Biografiche

Giuseppe Berto
1914-1978
Novecento
Giuseppe Berto (Mogliano Veneto, 27 dicembre 1914 – Roma, 1° novembre 1978) fu narratore, saggista e sceneggiatore. Cresciuto in una famiglia di estrazione piccolo-borghese, frequentò il Collegio salesiano Astori e il liceo a Treviso; si iscrisse a Lettere all’Università di Padova, dove completò gli esami prima della guerra (tra i docenti, Concetto Marchesi). Negli anni Trenta aderì ai circuiti giovanili del regime; volontario in Etiopia (1935-39), poi in Africa settentrionale (dal 1941), fu catturato a Capo Bon e internato come prigioniero di guerra a Hereford, Texas (1943-46). In prigionia iniziò a scrivere: rientrato in Italia pubblicò Il cielo è rosso (1947), quindi Le opere di Dio (1948) e Il brigante (1951). Trasferitosi a Roma, alternò narrativa e lavoro per il cinema; nel 1955 uscì il diario-memoriale Guerra in camicia nera. Dopo una crisi nevrotica e un percorso psicoanalitico, tornò con il romanzo Il male oscuro (1964), che ottenne Viareggio e Campiello nello stesso anno; seguirono La cosa buffa (1966) e l’incursione satirico-fantascientifica La fantarca (1965). Nel rapporto con il cinema nacquero i dialoghi per Anonimo veneziano (film 1970, poi testo teatrale 1971 e romanzo 1976). L’ultimo libro, La gloria (1978), è un monologo di Giuda che chiude la sua parabola religiosa e introspettiva. Morì a Roma nel 1978.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-berto_(Dizionario-Biografico)/

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