Josep Pla (1897-1981) è il grande prosatore del Novecento catalano: giornalista di lungo corso e autore di un’opera sterminata che ha fissato uno stile di prosa limpido, ironico e antiretorico. Nato a Palafrugell (Baix Empordà) l’8 marzo 1897, studia Legge a Barcellona e imbocca presto la via del giornalismo, imponendosi come reporter e cronista di viaggio. Fra anni Venti e Trenta Pla lavora come corrispondente itinerante per "La Publicitat", "La Veu de Catalunya" e "El Sol": Parigi, Ginevra, Italia, Berlino, Mosca, Londra, Stoccolma sono alcune delle sue stazioni. È eletto nel 1921 deputato della Mancomunitat de Catalunya (Baix Empordà); durante la dittatura di Primo de Rivera subisce un procedimento per un articolo critico sull’esercito. Nel 1925 pubblica Coses vistes, primo importante volume; nel decennio consolida il proprio profilo di cronista europeo. Allo scoppio della Guerra civile lascia la Catalogna (settembre 1936) e ripara a Marsiglia; rientra in Catalogna nel gennaio 1939 al seguito delle truppe franchiste e si stabilisce nell’Empordà. Gli anni 1939–47 costituiscono una sorta di “esilio interiore” sulla Costa Brava: isolamento volontario, immersione nei paesaggi e nelle voci locali, ripensamento dei materiali di reportage che alimenteranno i libri successivi. Nel secondo dopoguerra Pla riprende con energia la scrittura di viaggio e di osservazione. Il volume Cartes d’Itàlia esce nel 1955 e condensa anni di spostamenti e note italiane. A partire dal 1966 inaugura, con El quadern gris, la sua Obra Completa presso Destino, un’impresa editoriale che arriverà a 45 volumi (oltre 30.000 pagine) e farà di Pla un classico vivente. Pla muore a Llofriu il 23 aprile 1981. Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Josep_Pla