Michele Odasi, della famiglia originaria di Martinengo, poi trasferitasi a Padova, scelse per vezzo umanistico il soprannome Tifi (dal nocchiero degli Argonauti) e si firmò così già in una lettera del 15 ottobre 1477; morì a Padova dopo il 14 ottobre 1492 (data del suo testamento). A Padova ricoprì la carica di collaterale (in una lettera del fratello è detto per “molti anni vicecollaterale”); la tradizione lo vuole anche bargello. La sua rete di relazioni ruotava attorno allo Studio patavino e a circoli para-universitari, in particolare quello della spezieria della Luna d’oro, dove si coltivavano giochi letterari e beffe goliardiche. La sua fama è legata alla Macaronea (o Macharonea), poemetto incompiuto di circa 700 esametri che, mescolando latino scolastico e lessico dialettale, mette in scena una burla contro un presunto negromante. L’incipit accredita come complici (più nominali che reali) Leonico e Parenzo; i protagonisti appartengono alla macaronea secta. Tifi fu il precursore riconosciuto da Teofilo Folengo, che lo elesse a “ideale maestro” dell’arte macaronica; dal suo esempio muove una piccola tradizione prefolenghiana e poi, nel primo Cinquecento, la piena fioritura del genere. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/michele-odasi_(Dizionario-Biografico)/#google_vignette