Battezzato a Stratford-upon-Avon il 26 aprile 1564, figlio del guantaio John e di Mary Arden, William Shakespeare a 18 anni sposò Anne Hathaway (1582); ebbero Susanna (1583) e i gemelli Hamnet e Judith (1585). All’inizio degli anni 1590 fu a Londra come attore, drammaturgo e socio (“sharer”) della compagnia del Lord Chamberlain’s Men, poi King’s Men: il gruppo costruì il Teatro Globe (1599) e più tardi operò anche al Blackfriars; Shakespeare ne fu autore di punta e uomo d’affari del teatro elisabettiano. Tra commedie, storie e tragedie compose il grande canone che conosciamo: dopo la morte, i colleghi Heminges e Condell ne raccolsero 36 testi nel First Folio (1623), che fissò per la prima volta la tripartizione dei generi e salvò opere altrimenti perdute. Pubblicò anche i Sonnets (1609), ciclo di 154 componimenti che resta un vertice della lirica inglese. Ritiratosi progressivamente a Stratford (circa 1613), vi morì il 23 aprile 1616. La sua fama, già viva tra i contemporanei, cresce nei secoli fino a farne il più influente drammaturgo della tradizione occidentale, grazie alla potenza del verso, all’invenzione di personaggi memorabili e alla capacità di tenere insieme il teatro “popolare” e l’indagine più profonda su potere, amore, tempo e identità. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/william-shakespeare_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/