Antonio Querenghi

1546-1633 • Seicento

Informazioni Biografiche

Antonio Querenghi
1546-1633
Seicento
Nato a Padova nel 1546 da Niccolò ed Elisabetta Ottellio, Querenghi si formò allo Studio patavino con gli aristotelici e nel 1571 si laureò in utroque iure, conseguendo nel 1573 anche il titolo in teologia. Entrò nel circolo di Sperone Speroni, accanto a Torquato Tasso, Iacopo Mazzoni, Paolo Beni, ed esordì come poeta latino e volgare con testi stampati a Padova (1566–68). Tra 1579–80 si trasferì a Roma, dove servì i cardinali Flavio Orsini e Iñigo de Avalos; fu accolto da Gregorio XIII e da Sisto V e, nel 1592, segretario del Collegio cardinalizio sotto Clemente VIII. Nel 1595 ottenne un canonicato del capitolo della cattedrale di Padova. Dal 1597 al 1605 tornò a vivere stabilmente a Padova, trasformando la propria casa in un luogo di studio animato da una biblioteca eccezionale; il 12 marzo 1600 entrò nei Ricovrati, per i quali scrisse il celebre discorso Dell’antro platonico (sull’impresa accademica) e favorì la nomina del rettore Silvestro Aldobrandini. Nello stesso clima si colloca la dedica a lui del Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene in perpuosito de la stella nuova (1605), composto da Spinelli e Benedetto Castelli con la collaborazione di Galileo, per confutare, e irridere, l’interpretazione aristotelica dei movimenti celesti: un documento della rete patavina tra umanesimo e nuove scienze. Richiamato a Roma da Paolo V (1605), fu cameriere segreto e referendario; lavorò per Alessandro d’Este (dal 1609), curò epigrafi latine per S. Maria Maggiore (1613), consigliò Alessandro Tassoni nella prima redazione della Secchia rapita (1614–15) e partecipò all’editio princeps dei libri di Livio (1616). Pubblicò Poesie volgari e Carmina; morì a Roma il 1° settembre 1633, ricordato dagli Umoristi e dai Ricovrati.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-querenghi_%28Dizionario-Biografico%29/

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