Aleardo Aleardi (Verona, 14 nov. 1812 – Verona, 17 lug. 1878) fu poeta della seconda generazione romantica e uomo pubblico del Risorgimento. Figlio del conte Giorgio Aleardi e di Maria Canali, studiò legge all’Università di Padova, dove maturò la vocazione letteraria e gli ideali patriottici. Gli esordi risalgono ai primi anni Quaranta: Il matrimonio (1842) e Arnalda di Roca (1844). Il primo grande successo fu Lettere a Maria (1846), in versi sciolti, che consolidarono la sua fama. Durante i moti del 1848 fu inviato da Daniele Manin a Parigi per cercare appoggi alla Repubblica di Venezia. Seguì una fase di repressione austriaca: carcere a Mantova nel 1852; nuovo arresto nel 1859 e internamento a Josephstadt (Boemia). Liberato nel 1860, rientrò nella vita pubblica come deputato del Regno di Sardegna/Italia. Sul piano letterario, alla metà degli anni Cinquanta pubblicò alcune tra le sue opere più note: l’idillio Raffaello e la Fornarina (1855), quindi Il Monte Circello (1856) e Le antiche città italiane marinare e commercianti (1856), cui seguirono le Prime storie (1857) e, negli anni dell’Unità, i testi civili I sette soldati (1861), Canto politico (1862) e I fuochi sull’Appennino (1864). Dal 1864 fu docente di estetica (e poi anche di storia dell’arte) all’Istituto/Accademia di belle arti di Firenze; nel 1873 venne nominato senatore del Regno. Morì a Verona nel 1878. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/aleardo-aleardi_(Dizionario-Biografico)/