Connessione Letteraria #145

Jacopo Sanguinacci • Rime di Jacopo Sanguinacci

Estratto Letterario

"Tu m’hai pregatto, adonque, ch’io te scriva
s’el mi par ben che Amor ti sprone e guide,
e provar come ride
con molte fraude el cor ch’è tradittore.
Dico, segnor, che ciascadun che viva
nella contrarietà ch’Amor comanda
conviengli usar vivanda
ch’elli redopie sempre il suo dollore.
L’amor è un aspro foco, un suave ardore,
una grata tempesta, un dolce malle;
un peccato mortale,
un scuro paradiso, un chiaro inferno;
qualunque in suo quinterno
se scrive con speranza d’aver pace:
quanto più spiera, tanto più se sface
L’amor è una cecheza luminosa,
una insaziabel fame, un van sperare,
un giusto beschizare,
una forteza inferma, un caldo gello;
l’amor è una letizia lacrimosa
un scuro giorno, una splendida notte,
un fiele de tre cotte,
de mille tradimenti un fido vello.
L’amor è un alto abisso, un basso ziello,
una continua tema, un lieve piombo,
un frigido palombo,
una perpetua pace e gelosia.
L’amor è una resia
un smenticar sé stesso e averse a noia,
un dolce pianto, una rabiosa zoia."

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Luogo letterarizzato
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Autore

Nome: Jacopo Sanguinacci
Periodo: 1400-1442
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: Rime di Jacopo Sanguinacci
Edizione: A. Scafaro, Le Canzoni di Jacopo Sanguinacci. Edizione critica e commentata. Con il testo critico di sonetti, capitoli quaternari e frottole, Tesi di dottorato, Dottorato in italianistica (XXXV ciclo), Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Luogo

Nome: Palazzo Maldura (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Piazzetta Gianfranco Folena, 1, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.4130088254496, 11.872796677300073
Descrizione:
Palazzo Maldura è un importante edificio civile di Padova, oggi di proprietà dell'Università, noto per la sua straordinaria decorazione pittorica monumentale realizzata tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. L'edificio sorge su strutture preesistenti, acquistate da Andrea Maria Maldura, giurista e membro di una famiglia borghese arricchitasi col commercio di farine e granaglie. La sua costruzione fu affidata all'architetto Giambattista Novello, con lavori conclusi ufficialmente nel 1769. Il progetto nasceva dal desiderio di Maldura di affermare il prestigio sociale della propria famiglia, desiderosa di entrare nell’élite cittadina. Per realizzare il nuovo palazzo, acquistò l’antica dimora della nobile famiglia Mussato, ma, per contenere i costi, fu costretto a conservarne parte delle strutture originarie, che vennero inglobate nel nuovo edificio. Novello dovette così adattare spazi modesti a esigenze di rappresentanza, concentrando la monumentalità nell'atrio e nello scalone. L’apparato decorativo interno, completato anche dopo il 1804, coinvolse pittori di spicco come Costantino Cedini, Giambattista Mengardi, Andrea Urbani e Giambattista Canal. Alcuni ambienti furono rinnovati in epoca neoclassica, come la Sala Etrusca e la Sala Piranesiana, decorata con riproduzioni monumentali di incisioni di Piranesi. Il palazzo passò alla famiglia Emo Capodilista e fu oggetto di restauri e ridecorazioni a partire dal 1817. Tra il 1927 e il 1961 fu sede del Comando della Legione Carabinieri, periodo durante il quale furono aggiunte strutture per alloggi e uffici. Successivamente, l'edificio cadde in abbandono fino all'acquisto da parte dell’Università di Padova nel 1970, che avviò un ampio restauro. Dal 1970 al 2019 ha ospitato il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e la Biblioteca Maldura, poi trasferiti nel nuovo Complesso Beato Pellegrino. Negli anni Duemila, il palazzo è stato più volte restaurato anche a seguito di danni strutturali e sismici.
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