Connessione Letteraria #225

Galileo Galilei • Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

Estratto Letterario

"Voi sete pur, signor Simplicio, per quel ch'io credo, andato mille volte nelle barche da Padova, e se voi volete confessar il vero, non avete mai sentita in voi la participazione di quel moto, se non quando la barca, arrenando o urtando in qualche ritegno, si è fermata, e che voi con gli altri passeggieri, colti all'improvviso, sete con pericolo traboccati. Bisognerebbe che il globo terrestre incontrasse qualche intoppo che l'arrestasse, che vi assicuro che allora vi accorgereste dell'impeto che in voi risiede, mentre da esso sareste scagliato verso le stelle. Ben è vero che con altro senso, ma accompagnato co 'l discorso, potete accorgervi del moto della barca, cioè con la vista, mentre riguardate gli alberi e le fabbriche poste nella campagna, le quali, essendo separate dalla barca, par che si muovano in contrario: ma se per una tale esperienza voleste restare appagato del moto terrestre, direi che riguardaste le stelle, che per ciò vi appariscono muoversi in contrario."

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Galileo Galilei
Periodo: 1564-1642
Categoria: Seicento
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Opera

Titolo: Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo
Edizione: G. Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, Introduzione e note di A. Beltrán Marí, Prefazione di A. Frova e M. Marenzana, Milano, Rizzoli
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Luogo

Nome: Casa di Galileo Galilei
Indirizzo: Via Galileo Galilei, 15, 35123 Padova PD
Coordinate: 45.40340494281169, 11.881912335226895
Descrizione:
È l’ultima abitazione padovana di Galileo (oggi via Galileo Galilei, anticamente Borgo dei Vignali), riconoscibile da una targa sulla facciata. Dopo i primi anni da ospite di Gian Vincenzo Pinelli e un’abitazione presso S. Giustina, Galileo si stabilì definitivamente in Borgo dei Vignali, dal 1601/1602 al 1610, quando lasciò Padova per Firenze. In casa allestì una piccola officina con l’abile meccanico Marcantonio Mazzoleni, dove fabbricava lenti, cannocchiali e compassi che integravano lo stipendio universitario e servivano alla sua ricerca. Dal giardino (che affaccia sull’area dell’Odeo Cornaro) compì le osservazioni decisive tra fine 1609 e inizio 1610: la superficie “rugosa” della Luna, le quattro “stelline” di Giove (poi dette Medicee), quindi la serie di rilievi che confluirono nel Sidereus Nuncius (1610). La casa era ampia: Galileo affittava stanze a studenti. Recentemente la dimora è stata ristrutturata ed è accessibile e visitabile.
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