Connessione Letteraria #252

Johann Wolfgang von Goethe • Faust

Estratto Letterario

"Marthe:
Ist tot? das treue Herz! O weh!
Mein Mann ist tot! Ach, ich vergeh!
Margarete:
Ach, liebe Frau, verzweifelt nicht!
Mephistopheles:
So hört die traurige Geschicht!
Margarete:
Ich möchte drum mein Tag nicht lieben;
Würde mich Verlust zu Tode betrüben.
Mephistopheles:
Freud muß Leid, Leid muß Freude haben.
Marthe:
Erzãhlt mir seines Lebens Schluß!
Mephistopheles:
Er liegt in Padua begraben
Beim heiligen Antonius,
an einer wohlgeweihten Stätte
Zum ewig-kühlen Ruhebette.
Marthe:
Habt Ihr sonst nichts an mich zu bringen?
Mephistopheles:
Ja, eine Bitte, groß und schwer:
Laß Sie doch ja für ihn dreihundert Messen singen!
"

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Autore

Nome: Johann Wolfgang von Goethe
Periodo: 1749-1832
Categoria: Settecento
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Opera

Titolo: Faust
Edizione: J, W. Goethe, Faust, Introduzione, traduzione con testo a fronte e note a cura di F. Fortini, Milano, Mondadori
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Luogo

Nome: Basilica di Sant'Antonio
Indirizzo: Piazza del Santo, 11, 35123 Padova PD
Coordinate: 45.40146940201252, 11.880773096863384
Descrizione:
La Basilica di Sant'Antonio, conosciuta come "il Santo" (da qui il detto che descrive Padova come la città "del Santo senza nome"), è il principale luogo di culto della città, meta di pellegrinaggi religiosi da tutto il mondo. La Basilica fu costruita nel 1232, dove già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria, per custodire la tomba del frate francescano Antonio, morto a Padova nel 1231. La struttura presenta diversi stili architettonici: elementi romanici nella facciata a campana, gotici nella pianta del deambulatorio con le sette cappelle, bizantini nelle otto cupole rivestite in piombo e moreschi nei due campanili sottili e slanciati. La Basilica venne decorata nei secoli da importanti artistici, come Giotto, Altichiero da Zevio, Jacopo d'Avanzo, Mantegna, Camillo Boito. All'interno si trovano numerosi e notevoli monumenti funebri di medici, guerrieri, prelati e letterari, come il monumento al cardinale Pietro Bembo, il mausoleo del nobile veneziano Alessandro Contarini, o la tomba del Gattamelata nella Cappella del Santissimo. L'altare maggiore, uno dei monumenti più prestigiosi della Basilica e del Rinascimento italiano, è preceduto da una balaustra in marmo rosso (1661) con le statue della Fede, Carità, Temperanza e Speranza di Tiziano Aspetti (1593); alle pareti dodici bassorilievi in bronzo che rappresentano scene dell'Antico Testamento di Andrea Briosco e Bartolomeo Beliamo. L'altare fu ideato ed eseguito tra il 1443 e il 1450 da Donatello che fu anche autore delle sculture in bronzo dorato che adornano l'altare e della Deposizione in pietra, dietro l'altare. Sulla serie di cappelle si apre il deambulatorio, che ospita il Tesoro, la cappella maggiore in stile barocco eretta alla fine del Seicento su disegno del genovese Filippo Parodi, allievo di Bernini: qui sono custodite le numerose reliquie del Santuario, tra le quali la lingua incorrotta del Santo in un preziosissimo reliquiario del fiorentino Giuliano di Giovanni (1436) e il mento in un grande reliquiario di ignoto artista padovano (1350); è anche custodito il sasso che servì al Santo da guanciale all'Arcella, le navicelle rinascimentali per l'incenso e le casse lignee che avevano contenuto i resti del santo.
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