Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina

Pamphlet • Prima edizione: 1796

Dettagli Opera

Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina
Pamphlet
M. Cesarotti, Lettera d’un padovano al celebre signor abate Denina, a cura di G. Ronconi, Venezia, Marsilio
2010
1796
La Lettera d’un Padovano al celebre signor abate Denina (1796) è un brillante pamphlet civico di Melchiorre Cesarotti: nasce come risposta alle considerazioni che Carlo Denina aveva esposto all’Accademia di Berlino durante un resoconto di viaggio nel Nordest (letto nel 1793 e pubblicato nel 1795), dove attribuiva alla “bonomia” dei padovani una scarsa energia d’ingegno. Cesarotti confuta quell’impostazione climatica del carattere nazionale e ribalta il giudizio con un catalogo ragionato di meriti patavini, dal mondo classico al tardo medioevo e oltre. La prima edizione uscì a Padova, Fratelli Penada, 1796; il testo circolò poi in ristampe e raccolte ottocentesche. Sul piano argomentativo, la Lettera intreccia erudizione e orgoglio municipale: sfilano Tito Livio, Albertino Mussato, Paolo Zabarella, i Carraresi, fino all’Università di Padova come motore di saperi giuridici, medici e filosofici. È una difesa della “patavinità” non come vizio stilistico, ma come tradizione produttiva di cultura e civiltà; la forma epistolare consente un tono insieme fermo e ironico, con esempi puntuali e richiami alla storia letteraria. In questo senso la Lettera è anche un documento dell’Illuminismo italiano tardo: contro pregiudizi e determinismi, rivendica i fatti (opere, istituzioni, nomi) come criterio del giudizio.

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