Passa la ronda

Lirica • Prima edizione: 1848

Dettagli Opera

Passa la ronda
Lirica
Poeti minori dell’Ottocento, a cura di G. Petronio, Torino, UTET, pp. 383-383.
1959
1848
Passa la ronda di Teobaldo Ciconi è una canzone patriottica del 1848 (ambito Prima guerra d’indipendenza), legata alla mobilitazione delle Guardie civiche. In alcune testimonianze il testo reca il sottotitolo «Ai fratelli udinesi»; Ciconi aveva forti legami con l’area veneta-friulana (studi a Padova, militanza risorgimentale). L’ode entrerà poi nel repertorio risorgimentale. La scena è notturna: una ronda percorre la città sotto vento e pioggia; il ritornello a chiamata/risposta (“Zitti, silenzio!… Chi passa là?”) costruisce il clima di vigilanza e di fraternità armata. La strofa più celebre lega esplicitamente la ronda al tricolore, attribuendo a verde–bianco–rosso i valori di speranza, fede, ferite degli eroi. Il componimento consta di cinque strofe di sette decasillabi ciascuna, con schema AABB CDC; l’andamento marziale è sostenuto da anafore, parallelismi e dal refrain fisso della sentinella (“chi passa là?”). È una tipica canzone d’ordinanza civile, pensata per essere detta/cantata in coro. Il testo trasforma l’atto di pattugliare in rito di cittadinanza: tutti “eguali” nella patria che rinasce, vincolo di fede e disponibilità al sacrificio. Il simbolismo del tricolore ne ha fatto uno dei frammenti più citati della canzone patriottica ottocentesca. La canzone circolò ampiamente nel ’48–’49. In tradizione orale ne esistono varianti (anche riadattate in chiave partigiana), segno della sua vitalità extra-letteraria.

Testi Associati

ID Titolazione Estratto Estratto Originale Traduzione Azioni
241 Il tricolore (vv. 1-11) Fischiano i venti, la notte è nera;
Batte la pioggia sulla bandiera;
finché nel cielo rinasca il giorno,
Giriam, fratelli, giriamo intorno....
N/A