Zambono di Andrea nacque a Padova nella contrada di S. Nicolò verso il 1230 circa. Appartenente a una famiglia della media società padovana di notai, esercitò anch'egli la professione del notariato. La sua opera più nota è un poemetto sulle famiglie padovane, di cui si conservano solamente una quarantina di versi citati nel De generatione aliquorum civium urbis Padue di Giovanni da Nono. Avrebbe composto anche un testo in prosa, De patria ab urbe condita, andato completamente perduto. Inoltre, partecipò alla Quaestio de prole con Lovati e Mussato come giudice: il carme XI, attribuito a Zambono di Andrea, dà ragione a Lovati sul fatto che sia meglio non avere figli. Nei testi di Zambono sono stati individuati rimandi a Orazio, Tibullo, Properzio, Marziale, Stazio. Dopo essersi rifugiato a Venezia insieme ai figli (allontanati da Padova a causa di un «crimen» commesso dal figlio Virgilio), Zambono dettò il suo testamento il 15 ottobre del 1315 presso la sua casa in contrada di S. Basso a Venezia, dove morì entro il 7 aprile del 1316. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/zambono-di-andrea_%28Dizionario-Biografico%29/