Niccolò Lelio Cosmico (il cui vero nome era Niccolò de la Comare o di Lello) nacque a Padova intorno al 1420 circa e muore nella stessa città il 28 giugno 1500, a Teolo, dove possedeva un podere. Fu maestro di grammatica, poeta in latino e volgare, dotato di notevole fama nel Quattrocento soprattutto per i suoi componimenti scherzosi, in certi casi burleschi, in lingua latina, oltre che per le sue composizioni liriche in volgare. Durante la sua vita, Cosmico viaggiò tra importanti centri culturali italiani, tra cui Ferrara, Milano, Firenze, Roma e Mantova, pur mantenendo un saldo legame con Padova, in cui restò almeno dal 1469 al 1476, che coincide con il periodo decisivo della sua attività letteraria. Dopo un soggiorno a Milano - forse legato anche a incarichi di precettore presso la corte degli Sforza - rientrò a Padova dove partecipò attivamente ai cenacoli letterari locali, in particolare nella "setta maccheronica". Qui prese parte anche al celebre torneo cittadino durante la festa di Sant’Antonio, ricevendo persino un’elegia da parte del vicentino Bartolomeo Pagello dedicata alle giostre celebrate in suo onore. Un aspetto rilevante della sua attività letteraria è la possibile attribuzione di 39 glosse in volgare alla Commedia di Dante nel codice Trivulziano 1083 della Biblioteca di Milano, firmate con la sigla "COS" e probabilmente riconducibili al Cosmico. Queste osservazioni rivelano un suo coinvolgimento nella filologia dantesca, coerente con l’impronta umanistica che lo contraddistingue. Infine, pur se oggi considerato un autore minore nella poesia petrarchesca italiana – giudizio che sottolinea una certa approssimazione nello stile amoroso – è la sua produzione latina in tono burlesco o maccheronico ad aver ottenuto maggiore attenzione e apprezzamento sia dai contemporanei sia dalla critica successiva. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/niccolo-lelio-cosmico_%28Dizionario-Biografico%29/