Alessandro Tassoni

1565-1635 • Seicento

Informazioni Biografiche

Alessandro Tassoni
1565-1635
Seicento
Alessandro Tassoni nacque a Modena il 28 settembre 1565 in una famiglia nobile; rimasto orfano in tenera età, fu avviato agli studi classici e poi universitari. Si laureò in utroque iure a Ferrara (14 novembre 1585), quindi frequentò Bologna e Pisa. Nel 1589 fu incluso, su proposta di Michelangelo Buonarroti il Giovane, fra gli Accademici della Crusca. A questi anni risalgono una tragedia giovanile (L’Enrico) e scritti danteschi. Nel 1597 Tassoni si trasferì a Roma al servizio del cardinale Ascanio Colonna, che seguì in Spagna (1600–03); tradusse e compendiò testi di Lipsio e Tacito, ma la rottura con Colonna (1604) segnò anche l’avvio di un duraturo antispagnolismo. Entrò negli Umoristi (fu principe nel 1606–07) e avviò la produzione prosastica: i Quisiti (Modena 1608) e, soprattutto, le Considerazioni sopra le Rime del Petrarca (1609), un audace smontaggio dell’autorità petrarchesca che accese la polemica con Giuseppe degli Aromatari a Padova. Quasi in parallelo, la Varietà di pensieri (1612) si ampliò nei Dieci libri di pensieri diversi con il celeberrimo Libro X, Paragone degl’ingegni antichi e moderni, una delle prime scintille della querelle des Anciens et des Modernes. In questi stessi anni Tassoni annotò criticamente il Vocabolario della Crusca. Dal 1613 si legò all’orbita sabauda (Carlo Emanuele I): compose le Filippiche (1614–15), invettive anti-spagnole circolate anonime. Tra la fine del 1614 e il 1618 stese la Secchia rapita: nel dicembre 1615 ne inviò dieci canti al canonico padovano Albertino Barisoni (che ne scrisse gli argomenti); i censori padovani respinsero il poema nell’agosto 1616, inducendolo a cercare la stampa all’estero. La princeps uscì a Parigi nel 1622 sotto lo pseudonimo Aldrovinci Melisone; Urbano VIII ne chiese solo minime correzioni, e la seconda edizione apparve a Ronciglione nel 1624; l’edizione definitiva fu data a Venezia (1630), con le Dichiarazioni (autocommento ironico firmato “Gaspare Salviani”) e una seconda prefazione (“Paulino Castelvecchio”). Accanto al poema eroicomico, Tassoni coltivò progetti storico-politici e il frammento epico dell’Oceano (sull’impresa colombiana, abbozzato e in parte accostato alla Secchia nell’edizione 1622). Servì ancora il cardinale Ludovico Ludovisi (dal 1626), lasciò Roma nel 1632 e rientrò a Modena, dove morì il 25 aprile 1635.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/alessandro-tassoni_(Dizionario-Biografico)/#google_vignette

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