Erminia Fuà Fusinato (Rovigo, 5 ottobre 1834 – Roma, 30 settembre 1876) nacque in una famiglia ebraica agiata e trascorse l’infanzia a Padova, dove fu educata in casa dallo zio Benedetto Fuà, ingegnere. Fin da giovanissima scrisse versi; a 18 anni conobbe il poeta Arnaldo Fusinato, che la avviò alla collaborazione con periodici femminili milanesi. Nel 1856, di fronte all’opposizione familiare alle nozze (per differenza d’età e di religione), si trasferì a Venezia, si convertì al cattolicesimo e sposò Fusinato nella chiesa di S. Salvador. La coppia visse a Castelfranco Veneto; nacquero i figli Gino (1857), Guido (1860) e Teresita (1863). Tra 1862 e 1864 Erminia ebbe un ruolo di collegamento fra i comitati segreti veneti e il Comitato centrale antiaustriaco di Torino. Nel 1864 raggiunse il marito a Firenze, dove frequentò letterati e politici (fra cui Tommaseo, Capponi, Cairoli, Correnti) e si dedicò anche a un’importante impresa editoriale: promosse e curò la prima edizione del romanzo postumo di Ippolito Nievo, che uscì nel 1867 da Le Monnier con titolo Confessioni di un ottuagenario; per richiesta editoriale rivide il testo, mutò il titolo e vi pose l’ode In morte di Ippolito Nievo . Dopo il 1870 si trasferì a Roma, dove il ministro Correnti la nominò ispettore degli educandati femminili (Napoli, Umbria, Roma); ottenne la cattedra di lettere italiane alla Scuola normale (1871–72) e fu la prima direttrice dell’Istituto superiore di cultura femminile alla Palombella (1873–76). Morì di tubercolosi nel 1876. La sua proposta culturale e civile è ricordata come emancipazionismo moderato: centralità dell’istruzione e del lavoro femminile più che rivendicazioni politiche; fra gli scritti, Scritti educativi (1873), Famiglia (1876), Versi (1874; raccolta cronologica 1852–73). Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/erminia-fua_%28Dizionario-Biografico%29/