Erminia Fuà Fusinato • Versi di Erminia Fuà Fusinato
Estratto Letterario
"Egli fu tal, che al disperato pianto De' suoi cari dovria mescersi il lutto D'Italia intera. D'infecondo amore, O patria, Ei non t'amò, ma dai prim'anni Dispettando il servaggio abbominoso, Libero il carme ti rivolse, e, come Nel fior celasi il frutto, ivi era il germe Del poema di Spartaco. Ed insieme Alla penna ispirata a te sacrava, Cara patria, un acciar, quando, a tre lustri, Del Tirreno alle sponde (ove lo trasse Necessità d'eluder la schernita Vigilanza straniera) apprender seppe Al tedesco invasor, quanto è gagliardo D'un giovanetto il braccio, allor che il guida Amor di libertà."
Descrizione:
La piazza si chiamava Piazza Sant’Eufemia ed è stata rinominata Piazzetta Ippolito Nievo nell’agosto 1900, in occasione della posa della lapide dettata da Antonio Fogazzaro sulla casa dove lo scrittore nacque. Il testo recita: «In queste case dei Querini / Ippolito Nievo nacque il 30 novembre 1831. / Ai canti alle armi alla gloria / agli abissi del mare». Affaccia sulla piazza il Palazzo Mocenigo-Querini (sorto sui resti dell’antica chiesa paleocristiana di Sant’Eufemia), dove Ippolito Nievo nacque il 30 novembre 1831.