Connessione Letteraria #121

Sicco Polenton • Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII

Estratto Letterario

"Habitavit Paduae Albertinus apud pontem Molinum ea ipsa in domo - ne quid pretermittam - quam impresentia qui haec memorat habitat. [...] Domi vero est amicicia Lovati familiariter usus. Erat Lovatus aetate tunc senex virque hac in civitate honoratus ac multae scientiae. Nam et civili in iure erat doctissimus et poetarum omnium quos vel sua vel patrum vidit aetas, si XII tabulas non miscuisset Musis, Petrarcae sententia faciliime princeps. Amicicia quoque Musatus est usus Bovatini, hominus quippe istis in litteris eruditi. Habuit nanque diebus unis Padua civitas Lovatum, Bovatinum, Musatum qui delectarentur metris et amice versibus concertarent. "

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Autore

Nome: Sicco Polenton
Periodo: 1376-1447 c.
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII
Edizione: S. Polenton, Vite dei moderni. Mussato, Dante, Petrarca, Boccaccio, a cura di L. Banella e R. Modonutti, Padova, Cleup
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Luogo

Nome: Casa di Sicco Polenton (e di Albertino Mussato)
Indirizzo: Via S. Pietro, 25, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.411111853641835, 11.8725798409787
Descrizione:
Sicco Polenton acquistò questa dimora da Paolo da Bologna il 14 febbraio 1406, secondo l'atto notarile pervenutoci. La proprietà si estendeva tra la metà circa della contrada di San Leonardo intra (ora via San Pietro), fra la porta omonima e quella di Ponte Molino, vicino all'istituto ospitaliero S. Polo e al palazzo della famiglia Savonarola, cui si accedeva dall'attuale via Dante 73 e 79. Il palazzo si estende su quattro ampi archi di portico per un alzato di tre piani e conserva importanti resti di decorazione pittorica quattrocentesca nel porticato e all'interno; lo stemma lapideo dei Rizzi Polenton - rinvenuto del corso dei lavori di restauro del 1999-2000 - è stato ricollocato sulla facciata. Accanto a questo palazzo si trovavano altre unità abitative appartenenti al patrimonio immobiliare della famiglia Polenton. La dimora passò poi al figlio Modesto, insigne giurista. Polenton, scrivendo la biografia di Albertino Mussato, riferisce che in quello stesso palazzo prima abitava proprio il poeta padovano.
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