Connessione Letteraria #128

Antonio Baratella • Foscara

Estratto Letterario

"Iam Dis et socie superis vestigia in oris
solicitant; princeps iam dive templa subintrat,
rem fatur. Sibi diva refert: «Laureia Camenis
nunc locus est, plaudunt graciles Musonis ad undas
qua laurus procera viret, Patavi stupor ingens».
Hinc abit, informi testatur gaudia rictu.
«Vicimus en, – inquit – iam mecum insistite risu.
O nimphe, properemus iter, locus ille quiescit
finibus Euganie, nos tractus segregat illinc
longus, et horrescens trames per saxa colubris
(si pavor is vanus) medias intercipit oras»."

Dettagli Connessione

Luogo letterarizzato
Visitabile

Autore

Nome: Antonio Baratella
Periodo: 1385-1448
Categoria: Quattrocento
Visualizza Autore

Opera

Titolo: Foscara
Edizione: A. Baratella, Foscara. 1423, a cura di A. Cassata Contin ed E. Martellozzo Forin, Venezia, La Malcontenta
Visualizza Opera

Luogo

Nome: Palazzo Maldura (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Piazzetta Gianfranco Folena, 1, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.4130088254496, 11.872796677300073
Descrizione:
Palazzo Maldura è un importante edificio civile di Padova, oggi di proprietà dell'Università, noto per la sua straordinaria decorazione pittorica monumentale realizzata tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. L'edificio sorge su strutture preesistenti, acquistate da Andrea Maria Maldura, giurista e membro di una famiglia borghese arricchitasi col commercio di farine e granaglie. La sua costruzione fu affidata all'architetto Giambattista Novello, con lavori conclusi ufficialmente nel 1769. Il progetto nasceva dal desiderio di Maldura di affermare il prestigio sociale della propria famiglia, desiderosa di entrare nell’élite cittadina. Per realizzare il nuovo palazzo, acquistò l’antica dimora della nobile famiglia Mussato, ma, per contenere i costi, fu costretto a conservarne parte delle strutture originarie, che vennero inglobate nel nuovo edificio. Novello dovette così adattare spazi modesti a esigenze di rappresentanza, concentrando la monumentalità nell'atrio e nello scalone. L’apparato decorativo interno, completato anche dopo il 1804, coinvolse pittori di spicco come Costantino Cedini, Giambattista Mengardi, Andrea Urbani e Giambattista Canal. Alcuni ambienti furono rinnovati in epoca neoclassica, come la Sala Etrusca e la Sala Piranesiana, decorata con riproduzioni monumentali di incisioni di Piranesi. Il palazzo passò alla famiglia Emo Capodilista e fu oggetto di restauri e ridecorazioni a partire dal 1817. Tra il 1927 e il 1961 fu sede del Comando della Legione Carabinieri, periodo durante il quale furono aggiunte strutture per alloggi e uffici. Successivamente, l'edificio cadde in abbandono fino all'acquisto da parte dell’Università di Padova nel 1970, che avviò un ampio restauro. Dal 1970 al 2019 ha ospitato il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e la Biblioteca Maldura, poi trasferiti nel nuovo Complesso Beato Pellegrino. Negli anni Duemila, il palazzo è stato più volte restaurato anche a seguito di danni strutturali e sismici.
Visualizza Luogo