Luogo
Nome: Reggia dei Carraresi (Loggia)
Indirizzo: Via Accademia, 3, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.407395671072976, 11.870867181518294
Descrizione:
La reggia fu il palazzo di residenza della famiglia dei Carraresi. Fatta erigere da Ubertino nel 1338, essa si estendeva tra la zona confinante con il lato nord di Piazza del Duomo, via Monte di Pietà, piazza dei Signori, via Dante fino all'altezza del selciato di S. Nicolò e proseguendo verso occidente con la via che conduce al Teatro Verdi; piegando poi verso sud, con la via Dondi dell'Orologio e via Accademia. L'antica reggia dei Signori di Padova era un'autentica "isola" nel cuore della città racchiusa da una cinta muraria a lungo camminamento. Ubertino fece costruire una specie di corridoio pensile, chiamato traghetto, che congiungeva la reggia con la prima cinta muraria della città, fino al Castello (oggi l'Osservatorio Astronomico o Torlonga o Specola), utile in caso di pericolo e di fuga e percorribile anche a cavallo. Il traghetto fu poi completamente distrutto nel 1777, oggi rimangono solo un rudere di un pilastro ed un arco impostato su di esso. Nella reggia vi erano un Palazzo di Ponente, la residenza dei principi e un Palazzo di Levante, prima destinato alla Curia e poi riservato alle donne, che erano posti in comunicazione tra loro da un corpo centrale con ampio cortile interno circondato da un portico a colonne. Purtroppo verso la fine del 1800 il cortile fu demolito, insieme alla maggior parte del palazzo di Ubertino. Le logge superiori del cortile d'onore conducevano alle due sale maggiori di ricevimento dei Da Carrara, una di fronte all'altra: la Sala Tebana, più antica e più piccola, e la cinquecentesca Sala degli Eroi o dei Giganti, ora annessa a Palazzo Liviano. Dietro a Palazzo Liviano e al Duomo, in via dell'Accademia, si trova l'unica parte rimasta intatta a simboleggiare la grandiosità della reggia: la Loggia Carrarese, che fu sede dal 1780 dell'Accademia dei Ricovrati (oggi Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti), fondata nel 1599 da illustri letterati e personaggi della cultura e dell'aristocrazia veneta, tra cui Galileo Galilei e Cesare Cremonini. La doppia loggia dell'Accademia e le stanze adiacenti, che ancora oggi possiamo ammirare e la cui costruzione terminò nel 1343, costituivano l'abitazione dei Principi. Le slanciate ed eleganti colonne di marmo roseo veronese, impreziosite dall'uso di architravi in legno, delimitano per due lati un vasto spazio, detto "praetto", adibito un tempo a giardino e confinante a ponente con la cinta muraria. Dopo la morte di Ubertino (1345) si sentì l'esigenza di costruire un luogo di preghiera e di raccoglimento, oltre che per la famiglia, anche per i numerosi ospiti. La Loggia esterna fu allora chiusa e ridotta a Cappella, che il Guariento affrescò tra il 1355 e il 1360 con le scene del Vecchio Testamento. Nel corso degli anni gli stessi "Ricovrati" dell'Accademia Patavina decisero di abbattere una parete della Cappella per ingrandire la Sala delle Adunanze, distruggendo così una parte dei mirabili affreschi; tolsero dal soffitto le tavole con i famosi Angeli, conservate ora nel Museo Civico di Padova, ingrandirono le finestre interrompendo gli affreschi e murarono parte della loggia costruendo internamente un camino. Nel 1917 la loggia fu liberata dalla sovrastruttura edificata dagli accademici e fu ripristinato il portico con le colonne. Nella Sala delle Riunioni dell'Accademia la parete occidentale è ancora in gran parte ricoperta dagli affreschi originali. Oltre agli splendidi affreschi, la decorazione della Sala delle Riunioni comprende anche una preziosissima pianta, risalente al 1784, del cartografo Giovanni Valle, primo ad usare i calcoli trigonometrici nella realizzazione delle piante, e l'originale banco ad emiciclo attribuito al noto architetto veneziano Jappelli. In una sala terrena della reggia si possono vedere inoltre alcuni frammenti di decorazioni araldiche di tempi diversi. Visitabili sono ulteriori stanze e corridoi che recano ancora i resti di affreschi, decorazioni e raffigurazioni storiche.
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