Giovanni Conversini

1343-1408 • Trecento

Informazioni Biografiche

Giovanni Conversini
1343-1408
Trecento
Giovanni Conversini, spesso confuso con Giovanni da Ravenna, nacque nel 1343 a Buda, dove suo padre, Conversino da Frignano, esercitava la professione di medico alla corte reale di Luigi d'Angiò. Rimasto presto orfano, venne educato in Italia dallo zio, il francescano Tommaso da Frignano. Studiò a Ferrara, a Bologna e a Ravenna, formandosi in grammatica latina e in retorica con maestri di spicco, dedicandosi anche all’insegnamento. Concluse gli studi con un diploma notarile, nonostante la vocazione per gli studi letterari. Nel 1368 fu nominato notaio forestiero della corte fiorentina, ma preferì presto tornare all’insegnamento. A seguito di disgrazie che colpirono la sua famiglia, in particolare la morte della moglie e la malattia del figlio, Conversini si trasferì a Belluno e ricostruì la sua vita, sposandosi nuovamente nel 1374 e componendo i suoi primi scritti morali e filosofici: il De miseria humane vite, il De Christi conceptu, il De fato e il Dialogus inter Iohannem et Literam, opere che riflettono un pensiero meditativo e profondamente religioso. Nel 1392 accettò una cattedra all'Università di Padova, dove insegnò grammatica e retorica a giovani destinati a diventare protagonisti dell'Umanesimo, come Pier Paolo Vergerio, Sicco Polenton e Guarino da Verona. Il suo prestigio era tale che lo studente Polenton lo descrisse come "principe dei cattedratici" del suo tempo. Nel 1393 divenne cancelliere a Padova, condizione però dal momento che potesse continuare a dare lezioni private ai migliori allievi, tra cui Vittorino da Feltre. Nei successivi anni scrisse diverse opere: il De fortuna aulica, la Dolosi astus narratio, la Violate pudicitie narratio, l’Apologia, il De dilectione regnantium e il De lustro Alborum in Urbe Padua, che riflettono i suoi interessi per questioni di politica di corte, moralità e identità civica. Fu anche attivo in missioni diplomatiche militari e politiche tra Firenze, Bologna e Roma. Le ultime vicissitudini personali furono tragiche, con la perdita a causa della peste tra il 1400 e il 1401 di tre suoi figli. Giovanni compose un dialogo sulla morte e decise di mettere fine alla sua autobiografia (Rationarium vitae). Con la caduta di Padova nel 1405 lasciò definitivamente la corte e trovò riparo a Venezia. Nei sei mesi successivi alla sua partenza sistemò in forma definitiva la Familiae carrariensis natio e scrisse ex novo il suo capolavoro, la Dragmalogia De Eligibili Vite Genere, una cronaca di episodi della storia veneziana. Infine, a Muggia fu nominato direttore delle scuole pubbliche. Qui morì nel 1408.
Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Conversini; https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-conversini_%28Dizionario-Biografico%29/

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