Connessione Letteraria #136

Giano Pannonio • Elegie di Giano Pannonio

Estratto Letterario

"Mens, quae lactiferi niveo de limite circi,
Fluxisti has nostri corporis in latebras,
Nil querimur de te, tantum probitate refulges,
Tam vegeto polles nobilis ingenio.
[...]
Aut igitur commissa diu bene membre foveto,
Aut deserta, cito rursus in astra, redi.
Verum ubi millenos purgata peregeris annos,
Immemoris fugito pocula tarda lacus.
Tristia ne priscis reddant te oblivia curis,
Neu subeas iterum vincla reposta semel.
Quidsi te cogent immitia fata reverti,
Quidlibet esto magis quam miserandus homo.
Tu vel apis cultos, lege dulcia mella, per hortos,
Vel leve flumineus concine carmen olor.
Vel silvis pelagove late; memor omnibus horis,
Humana e duris corpora nata petris. "

Note

Nel cortile interno di Palazzo Maldura è presente dal 2017 un busto di Giano Pannonio realizzato della scultrice ungherese Eva Olah Arrè.

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Luogo di rammemorazione
Visitabile

Autore

Nome: Giano Pannonio
Periodo: 1434-1472
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: Elegie di Giano Pannonio
Edizione: I. Pannoni, Poëmata, pars prima, Traiecti ad Rhenum, B. Wild
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Luogo

Nome: Palazzo Maldura (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Piazzetta Gianfranco Folena, 1, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.4130088254496, 11.872796677300073
Descrizione:
Palazzo Maldura è un importante edificio civile di Padova, oggi di proprietà dell'Università, noto per la sua straordinaria decorazione pittorica monumentale realizzata tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. L'edificio sorge su strutture preesistenti, acquistate da Andrea Maria Maldura, giurista e membro di una famiglia borghese arricchitasi col commercio di farine e granaglie. La sua costruzione fu affidata all'architetto Giambattista Novello, con lavori conclusi ufficialmente nel 1769. Il progetto nasceva dal desiderio di Maldura di affermare il prestigio sociale della propria famiglia, desiderosa di entrare nell’élite cittadina. Per realizzare il nuovo palazzo, acquistò l’antica dimora della nobile famiglia Mussato, ma, per contenere i costi, fu costretto a conservarne parte delle strutture originarie, che vennero inglobate nel nuovo edificio. Novello dovette così adattare spazi modesti a esigenze di rappresentanza, concentrando la monumentalità nell'atrio e nello scalone. L’apparato decorativo interno, completato anche dopo il 1804, coinvolse pittori di spicco come Costantino Cedini, Giambattista Mengardi, Andrea Urbani e Giambattista Canal. Alcuni ambienti furono rinnovati in epoca neoclassica, come la Sala Etrusca e la Sala Piranesiana, decorata con riproduzioni monumentali di incisioni di Piranesi. Il palazzo passò alla famiglia Emo Capodilista e fu oggetto di restauri e ridecorazioni a partire dal 1817. Tra il 1927 e il 1961 fu sede del Comando della Legione Carabinieri, periodo durante il quale furono aggiunte strutture per alloggi e uffici. Successivamente, l'edificio cadde in abbandono fino all'acquisto da parte dell’Università di Padova nel 1970, che avviò un ampio restauro. Dal 1970 al 2019 ha ospitato il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e la Biblioteca Maldura, poi trasferiti nel nuovo Complesso Beato Pellegrino. Negli anni Duemila, il palazzo è stato più volte restaurato anche a seguito di danni strutturali e sismici.
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