Francesco Capodilista • Rime di Francesco Capodilista
Estratto Letterario
"Se mai pianto o sospir d'afflitto core ti strinse, o sola nostra fida spene, sì che d'amare et angosciose pene fosse a tuoi preghi uom miser tratto fore, deh! or ti stringa il mio grave dolore, le voci d'atti lagrimosi piene a pregar il tuo caro et sommo bene che spenga in me così sfrenato ardore, acciò le tante lagrime ch'io verso pur per intenerir colei, che forse ver me sì dura, per mio ben, si mostra, a lui rivolga et ogni rima et verso, ché più che mezze ho già, vergine, corse le corte strade de la vita nostra."
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Luogo di rammemorazione
Non visitabile
Autore
Nome: Francesco Capodilista Periodo: 1405-1460 Categoria: Quattrocento
Titolo:Rime di Francesco Capodilista Edizione: A. Balduino, Le esperienze della poesia volgare, in Storia della cultura veneta. III. Dal primo Quattrocento al Concilio di Trento, a cura di G. Arnaldi e M. Pastore Stocchi, vol. I, Vicenza, Neri Pozza
Nome: Palazzo Capodilista Indirizzo: Via Umberto I, 66, 35122 Padova PD Coordinate: 45.40143519506574, 11.875668005404728
Descrizione:
Il palazzo risale all'inizio del XIII secolo e fu costruito attorno a una torre medievale preesistente (XII secolo), alta oltre 35 metri, che si conserva integralmente insieme a una merlatura guelfa. I primi proprietari furono i Capodilista (dal 1785 Emo Capodilista), antica e prestigiosa famiglia padovana presente in città fin dal IX secolo; i discendenti hanno posseduto il palazzo sino ai primi anni 2000. Il palazzo, che conserva ancora elementi duecenteschi, fu restaurato e rinnovato perlopiù nel Settecento; al suo interno conserva una pregevole decorazione monumentale rococò e neoclassica, ancora ben conservata. All'interno del palazzo vi è anche la sala decorata da Francesco Zugno Nell'atrio del Palazzo è conservata la lapide funeraria di Tito Livio, morto a Padova nel 17 d.C., con un'epigrafe incisa su un grosso blocco di ruvida trachite euganea. Un'altra lapide ricorda il soggiorno di Amedeo di Savoia duca d'Aosta, ferito nella battaglia di Custoza, che qui fu curato dalle ferite ricevute in campo.