Connessione Letteraria #183

Angelo Beolco (Ruzante) • La Betía

Estratto Letterario

"O Ieson Dio! essere pavan è pur bela cossa. Mo un’è el megior àire? Un’è el megior pan, un’è el megior vin? Un’è deversamen el megior terituorio de monte e pian? Un’è le pì bele zente, putati e putate, zoveni e vegi e d’ogni etè? Un’è la megior zente contaìne, che a’façón careçe a tuti, albergón tuti vontiera, e si aón se no un pan, el pertón per mìgola mezo? Un’è la pì bela çitè, un’è la pì forte? Un’è tante biè giesie, guardè, come è quela del Santo? Un’è tante bele piaçe? Un’è tanti biè fiume? Un’è tanti biè palazi, guardè, cum è el nostro? Un’è tanti biè portegali, che te puossi andare da coverto da per tuto, e piova, se vo’? Un’è tanti sletràn de tute le sinçie, che tuti, da per tuto el mondo, core a scassafasso a imparare, se no chialò? Un’è i megior çitaini, guardè, che i se amaza, cum i fa in tute le altre [çitè] da per tuto? Mo savì perché? Perché saón tuti del sangue iusto de Missier Anteniore da Truogia, che fesse sto nostro spatafio, con dise quel gran sletràn Virzilio, quando che ’l dise: «Antenore potuite mierie delasso Archile». "

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Luogo di rammemorazione
Visitabile

Autore

Nome: Angelo Beolco (Ruzante)
Periodo: 1496-1542
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: La Betía
Edizione: Ruzante, La Betía, in Id., Teatro, testo, traduzione a fronte e note a cura di L. Zorzi, Torino, Einaudi, pp. 143-509.
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Luogo

Nome: Teatro Verdi
Indirizzo: Via dei Livello, 32, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.40939131192614, 11.871408015918194
Descrizione:
Il Teatro Verdi è il principale teatro cittadino, inaugurato nel 1751 come Teatro Nuovo; oggi è sede padovana del Teatro Stabile del Veneto. La costruzione settecentesca fu diretta dall’architetto padovano Giovanni Gloria su progetto di Antonio Cugini di Reggio Emilia, specialista di architettura teatrale. Tra il 1842 e il 1847 il teatro venne ristrutturato (esterni e impianti) su progetto di Giuseppe Jappelli e la volta fu affrescata da Pietro Paoletti con la Danza delle Opere, opera poi andata distrutta. Al 1884 risale il rimodernamento interno di Achille Sfondrini e la volta venne dipinta da Giacomo della Casa: i lavori diedero al teatro l'aspetto attuale. Nell’occasione, il teatro viene ribattezzato "Teatro Verdi", dedicato a Giuseppe Verdi, che però declinò l'invito per l'inaugurazione dell'8 giugno 1884. Nella prima guerra mondiale, il teatro subì un pesante bombardamento, ma riaprì già nel 1920. La cupola, dopo i danni bellici, fu rinnovata con affreschi di Giuliano Tommasi.
Di fronte al teatro si trova una statua dedicata ad Angelo Beolco detto Ruzante, opera dello scultore Amleto Sartori nel centenario della sua nascita.
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