Connessione Letteraria #201

Antonio Buzzacarini • Altile

Estratto Letterario

"Questi fiori, quest'ali e questa face,
Che reca al mondo mirabil splendore,
Puono render a voi qualche stupore,
Ma al giugner mio v'annuncio amata pace.
Aurora son, che mand'or caldo, or gelo,
E placidissim'aura mormorando
Scaccio dal mare le procelle in bando,
E di varie bellezze adorno il cielo.
Messaggiera d’angoscie e de martiri,
Di querelle, e lamenti io vengo, e porto
Al fin doppio piacer, dolce conforto,
Che vedrete cessar pianti e sospiri.
Sogliono odiarmi questi lieti amanti
Quando saluto il già vicino giorno,
Né san che fuggo allora il mio soggiorno
Ricetto a me de sempiterni pianti.
Or mentre in forma umana io m'appresento
Gradite ve ne prego il mio venire,
E siano spente de gli amanti l’ire,
Ché nuncia son di giubilo e contento.
E tra voi nobil dame e cavalieri
Di quest’ampio teatro illustre pompa
Non sia, vi prego, ch’il silentio rompa:
Ma goda ognun de' suoi vaghi pensieri. "

Note

Durante il Carnevale del 1618 nella Sala Verde di Palazzo del Capitanio venne rappresentata la tragedia Altile di Antonio Buzzacarini.

Dettagli Connessione

Luogo biografico
Visitabile

Autore

Nome: Antonio Buzzacarini
Periodo: 1578-1634
Categoria: Seicento
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Opera

Titolo: Altile
Edizione: A. Buzzacarini, Altile. Tragedia, Padova, Gasparo Crivellari
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Luogo

Nome: Palazzo del Capitanio
Indirizzo: Piazza Capitaniato, 3, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.40773210332741, 11.872132325700047
Descrizione:
Palazzo del Capitanio si affaccia su Piazza dei Signori ed è storicamente la sede del Capitano veneziano (il reggente militare che affiancava il podestà) durante il dominio della Serenissima. Il fronte è integrato con la Torre dell'Orologio che segna il passaggio verso piazza Capitaniato. L’area apparteneva alla Reggia carrarese (XIV sec.); la torre nasce infatti come porta orientale della Reggia. In età veneziana la torre fu rialzata e dotata dell’orologio astronomico (meccanismo avviato nel 1436 e inaugurato nel 1437), poi nel 1532 venne aperto alla base il grande arco “trionfale” su progetto di Giovanni Maria Falconetto, che mette in comunicazione la piazza con la corte (oggi piazza Capitaniato). Tra fine Cinquecento e inizi Seicento si definì la residenza del Capitanio sul lato di levante dell’ex Reggia.
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