Nobile padovano nato verosimilmente a metà Cinquecento (la data 1578 è ritenuta incerta), Buzzaccarini crebbe in una famiglia antica e ben istruita; in città ricoprì alcuni incarichi, tra cui quello di vice collaterale della banca generale. Frequentò gli ambienti colti cittadini (fu nell’Accademia Delia), e coltivò con costanza la scrittura poetica e teatrale. Alla sua penna sono attribuiti, oltre a rime “in lingua” di tono pastorale e giocoso, diversi testi in dialetto pavano pubblicati sotto lo pseudonimo di “Bertevello dalle Brentelle”. In questo filone rientrano raccolte di madrigali e rifacimenti ariosteschi, edizioni veneziane e padovane oggi ricordate dai repertori cittadini. Come autore teatrale in italiano firmò la commedia satirica La caccia di Danao (recitata a Padova nel 1614; stampata a Vicenza nel 1615) e soprattutto la tragedia Altile (Padova, 1626), dichiaratamente ispirata agli Ecatommiti di Giraldi Cinzio e rappresentata a Padova nel Carnevale del 1618. Negli anni della vecchiaia si ritirò a Teolo, sui Colli Euganei, dove morì il 9 aprile 1634. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-buzzacarini_%28Dizionario-Biografico%29/