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Una tragedia a lieto fine (Prologo)
Una tragedia a lieto fine (Prologo)
Opera: Altile
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Una tragedia a lieto fine (Prologo)
Altile
p. 11
Questi fiori, quest'ali e questa face, Che reca al mondo mirabil splendore, Puono render a voi qualche stupore, Ma al giugner mio v'annuncio amata pace. Aurora son, che mand'or caldo, or gelo, E placidissim'aura mormorando Scaccio dal mare le procelle in bando, E di varie bellezze adorno il cielo. Messaggiera d’angoscie e de martiri, Di querelle, e lamenti io vengo, e porto Al fin doppio piacer, dolce conforto, Che vedrete cessar pianti e sospiri. Sogliono odiarmi questi lieti amanti Quando saluto il già vicino giorno, Né san che fuggo allora il mio soggiorno Ricetto a me de sempiterni pianti. Or mentre in forma umana io m'appresento Gradite ve ne prego il mio venire, E siano spente de gli amanti l’ire, Ché nuncia son di giubilo e contento. E tra voi nobil dame e cavalieri Di quest’ampio teatro illustre pompa Non sia, vi prego, ch’il silentio rompa: Ma goda ognun de' suoi vaghi pensieri.