| id | Opera | Titolazione estratto | Estratto originale | Traduzione | Note | Operazioni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 270 | L'orologio di Lisa | "Fuori Porta Codalunga" | ||||
| 147 | La Betía | "Orbo chi non vede Padova" (Prologo per le recite in Pavana) | ||||
| 74 | Rime di Francesco di Vannozzo | Padoa (Sonetto CLXXXIX-2) | Il sonetto, antecedente al 1388, personifica la città di Padova che, all'epoca controllata da Francesco Novello, chiede protezione a Visconti, Signore di Milano. Con stile elevato e forte influenza petrarchesca, Padova rivendica le sue origini nobili, risalenti al fondatore mitico Antenore. | |||
| 75 | Canzoniere di Domizio Brocardo | Prati, arboselli et amorosi cori (Sonetto XIX) | Il sonetto recupera a pieno il modello petrarchesco: l'imitazione di Petrarca è intenzionale ed esibita con calchi, intarsi e trasposizioni. Tuttavia va segnalata l'efficacia descrittiva degli scorsi paesaggistici che, secondo Armando Balduino, facendo leva su una mestizia elegiaca, diventa «l'inflessione dominante» della poesia di Brocardo. | |||
| 129 | Rime di Bernardo Tasso | A Messer Sperone (II 78) | ||||
| 126 | Rime di Bernardo Tasso | A Monsignor Bembo (II 77) | ||||
| 163 | Amorosa Speranza | A Padova in barca (V, VI) | ||||
| 235 | Notizie della sua vita scritte da lei medesima | A Padova: moglie e poetessa | ||||
| 108 | Rime di Girolamo Ramusio | A Petrarca | ||||
| 51 | Epystolae familiares | A Tito Livio (Familiares XXIV, 8) | Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate da Giuseppe Fracassetti, vol. V, Firenze, Le Monnier, 1865, pp. 163-164. | |||
| 31 | Ab Urbe condita libri CXLII | Ab Urbe condita I, I 1-3 | ||||
| 34 | Ab Urbe condita libri CXLII | Ab Urbe condita X, II 4-15 | ||||
| 37 | Ab Urbe condita libri CXLII | Ab Urbe condita XXII, 40, 19 | [19] Veritatem laborare nimis saepe aiunt, extingui numquam; vanam gloriam qui spreverit, veram habebit. | [19] Dicono che la verità è troppo spesso disconosciuta, ma non mai soffocata; chi disprezzerà una gloria vana, avrà quella vera. | ||
| 33 | Ab Urbe condita libri CXLII | Ab Urbe condita, Praefatio, 1-5 | ||||
| 36 | Ab Urbe condita libri CXLII | Ab Urbe condita, Praefatio, 12-13 | ||||
| 92 | Elegie di Giano Pannonio | Ad animam suam (elegia XII) | ||||
| 25 | Epistole metriche | Ad collegium artistarum (vv. 1-44) | L'epistola è databile tra il 1315 e il 1316 e fu composta da Mussato in occasione della sua incoronazione a poeta o del suo primo anniversario. | |||
| 71 | Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio | Aforismi: come vivere e amare (madrigale XLII) | ||||
| 312 | Mémoires d’outre-tombe | Al Santo di Padova | ||||
| 239 | Dalle carceri di Padova | Amar la patria (vv. 33-40; 57-64) | ||||
| 96 | Argonautica | Ansie e dubbi di Medea (VII, 9-20) | ||||
| 128 | Rime di Bernardo Tasso | Antenor mai, poi che i liti vermigli (I 24) | ||||
| 278 | Pagine all'ombra | Appello agli studenti | ||||
| 303 | Erratici | Ballata dell'escursione termica -10 +33 | ||||
| 127 | Rime di Bernardo Tasso | Bembo, che d'ir al ciel mostri il camino (I 9) | ||||
| 81 | Catinia | Bere, mangiare, godersela | ||||
| 289 | Città materna | Borgo Santa Croce | ||||
| 277 | Versi di Ippolito Nievo | Bruto Minimo all'Università (vv. 121-156) | ||||
| 124 | Canace | Canace (Canace: vv. ?) | ||||
| 121 | Canace | Canace (Macareo, vv. 1808-1820; 1826-1832 | ||||
| 120 | Canace | Canace (Ombra: vv. 1-45) | ||||
| 253 | Poesie di Vittoria Aganoor | Casa natale | ||||
| 162 | Celinda | Celinda (I, III 356-375) | ||||
| 125 | Vita | Cellini ospite di Bembo | ||||
| 326 | À la recherche du temps perdu | Congedo | Poi vedemmo Padova e Verona venirci incontro, dirci addio quasi fino alla stazione e, quando ci fummo allontanati, tornare – esse che non partivano e stavano per riprendere la loro vita – l’una alla sua pianura, l’altra alle sue colline. | Traduzione: M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto, vol. III, a cura di M. Bongiovanni Bertini, Torino, Einaudi, 1981, p. 682 | ||
| 194 | Il Parnaso | Contro i bravi di Padova | ||||
| 225 | Ultime lettere di Jacopo Ortis | Contro il conformismo accademico | ||||
| 191 | [Versi invettivi] | Contro il divieto di rappresentazione | ||||
| 123 | Dialogo delle lingue | Contro le morte latine parole | ||||
| 297 | Poesie di Andrea Zanzotto | Così siamo (IX Ecloghe) | ||||
| 45 | Divina Commedia | Cunizza da Romano e la profezia su Padova (Paradiso IX, 13-66) | Cunizza Da Romano era l'ultimogenita di Ezzelino II da Romano e di Adelaide degli Alberti; nacque probabilmente nel 1198, ma non se ne hanno notizie anteriori al 1222 (una sommaria biografia è tracciata dal padovano Rolandino nella sua Cronica in factis et circa facta Marchiae Trivixanae, quando andò sposa a Rizzardo di San Bonifacio, signore di Verona: un matrimonio politico che avrebbe dovuto suggellare la ristabilita concordia dei da Romano con i San Bonifacio, e fu invece coinvolto nella subito rinnovata ostilità tra le due famiglie per il possesso di Verona. In questo quadro si colloca l'avvenimento che sollevò allora grande clamore e lasciò tanta eco intorno ai suoi due protagonisti: il ratto di Cunizza a opera di Sordello. Infatti, sia Ezzelino che suo padre, giudicando Cunizza in pericolo di divenire un ostaggio a casa di Rizzardo a causa delle tensioni tra i due casati, decisero in comune accordo di incaricare il trovatore Sordello da Goito di rapire la donna e di riportarla alla corte paterna. Secondo una tradizione, Sordello s'innamorò per divertimento di Cunizza e lei di lui, ancora quando i due vivevano alla corte dei San Bonifacio a Verona, rimanendo tuttavia la loro relazione di natura platonica e conforme al concetto dell'amor cortese. Secondo un'altra versione, invece, Sordello sarebbe un grande amatore, falso e ingannatore nei confronti delle donne e dei signori presso i quali dimorava, avrebbe dunque corteggiato e sedotto Cunizza, a sua volta donna passionale e attratta dall'avventura, e i due dopo la fuga avrebbero intrattenuto un rapporto concreto, come sostenuto anche dal Rolandino. Dante inserisce Cunizza, che forse conobbe di persona quando, ormai anziana, viveva in Toscana, nel Canto IX del Paradiso, collocandola nel cielo di Venere fra le anime che vissero sotto l'influsso del «bel pianeta che d'amar conforta». La critica nel tempo si è molto interrogata sul significato della sua presenza in questo luogo dantesco. Secondo le tesi più recenti, la nobildonna è un mezzo per esaltare in realtà i da Romano, fieri ghibellini vicini a Federico II e precursori di Cangrande della Scala, in opposizione del guelfismo che, dopo la caduta della casata, dilagava nelle città venete (soprattutto a Padova) assetato di vendetta. Il racconto di Cunizza, infatti, non focalizza su se stessa, ma ha come unico scopo quello di parlare in rappresentanza della sua terra dilaniata. Cunizza profetizza tragici eventi che riguardano Padova, Treviso e Feltre. I Padovani, sottomessi a Enrico VII nel 1311 e poi subito sollevatisi contro di lui, assalirono la ghibellina Vicenza (settembre 1314) ma furono duramente sconfitti presso le paludi del Bacchiglione dai Vicentini stessi, guidati da Cangrande. | |||
| 314 | Voyage en Italie | Da Venezia a Padova in treno | ||||
| 64 | Comentum super Dantis Aldigherii Comoediam | Dante e Giotto a Padova | ||||
| 152 | Lusus | De Patavio a militibus vastata (XXXV) | Il testo fa riferimento alla devastazione di Padova nell'assedio del settembre 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai. | |||
| 107 | Cancionette | Delusione amorosa (cap. II, vv. 43-63) | ||||
| 5 | Lettere di Ippolito Nievo | Descrizione tragico-comica di una giornata padovana | ||||
| 279 | Pagine all'ombra | Discorso inaugurale dell'anno accademico 1943-1944 | ||||
| 274 | L'Alcòva d'acciaio | Divina velocità | ||||
| 255 | Il libro dei versi | Dualismo (vv. 1-21) | ||||
| 116 | La Betía | Elogio di Padova (Prologo per le recite in Pavana) | ||||
| 85 | Epistolario di Guarino Veronese | Epistola ad Antonio Baratella | ||||
| 8 | Epitaffio di Rolandino da Padova | Epitaffio | ||||
| 17 | Epitaffio di Lovato Lovati | Epitaffio | ||||
| 18 | Epitaffio di Antenore | Epitaffio | Inclitus Ant(h)enor patriam vox nisa quietem Transtulit huc Enetum Dardanidumq(ue) fugas, Expulit Euganeos, Patavina(m) (con)didit urbem, Quem tenet hic umili ma(r)more cesa domus. | Il glorioso Antenore, voce tesa alla pace della patria, Scortò qui la fuga degli Eneti e dei Troiani, Scacciò gli Euganei, fondò la città di Padova. Lo custodisce qui una dimora, ricavata da umile marmo. | ||
| 32 | Iscrizione di Tito Livio | Epitaffio | V(ivus) f(ecit) T(itus) Livius Liviae T(iti) f(iliae) Quartae l(ibertus) Halys Concordialis Patavi sibi et suis omnibus. | Da vivo fece Tito Livio Halys, liberto, di Livia, figlia quarta di Tito, di Padova, per sé e per tutti i suoi. | ||
| 35 | Lapide funeraria | Epitaffio | T. Livius C. f(ilius) sibi et suis | Tito Livio, per sé e per i suoi | ||
| 117 | Epitaffio di Sperone Speroni | Epitaffio | ||||
| 183 | La secchia rapita | Ezzelino (VIII 11-12) | ||||
| 232 | Racconti | Fanny e Filippo | ||||
| 304 | Poesie di Andrea Zanzotto | Frammenti da un'Inchiesta su Padova | Il testo - assente nella raccolta - è stato pubblicato in «Poesia», VII, 70, febbraio 1994, pp. 64-65. | |||
| 173 | L'Ermiona | Giove desidera rapire Europa (II, I) | ||||
| 199 | Giulio Cesare | Giulio Cesare (Prologo) | ||||
| 208 | Mémoires | Gli applausi del pubblico padovano (I, XXXVII) | ||||
| 41 | Divina Commedia | Gli argini padovani modello per l'Inferno dantesco (Inferno XV, 1-12) | All'inizio del canto XV dell'Inferno, Dante riporta, insieme all'esempio delle dighe dei Paesi Bassi, le disposizioni idrauliche e le arginature di Padova a modello per rappresentare gli argini dell'Inferno. La precisa descrizione che fa Dante delle arginature padovane (anche in Purgatorio V, 82-84 delle zone bonificate da Francesco il Vecchio da Carrara) invita a credere in una presenza visiva di Dante e dunque è un elemento che avvalora l'ipotesi di una reale presenza di Dante a Padova, seppur si resti sempre nel campo delle probabilità. | |||
| 159 | Rime di Isabella Andreini | Gli imaginati amori (sonetto I) | ||||
| 79 | Catinia | Gli studenti a Padova | ||||
| 273 | Notturno | I fiori di Padova | ||||
| 188 | Carteggio di Galileo Galilei | I migliori diciott'anni | ||||
| 97 | Punica | I Patavini: una schiera troiana (Punica, VIII 602-603) | Tum Troiana manus, tellure antiquitus orti Euganea profugique sacris Antenoris oris. | [I Patavini] Una schiera troiana, da tempo antico originaria della terra euganea, profuga dai sacri lidi di Antenore. | ||
| 95 | De doctrina promiscua | I pronostici astrologici: la peste a Padova (cap. XXXII) | Traduzione cinquecentesca: G. Marzio da Narni, Della varia dottrina, Tradotto in Volgare Fiorentino per M. Francesco Serdonati con la giunta d'alcune brevi annotazioni, Firenze, Per Filippo Giunti, 1595, pp. 359-360. | |||
| 153 | I Studenti | I Studenti (II, V 740-747) | ||||
| 48 | Epystolae familiares | I versi per Giacomo II di Carrara (Familiares XI, 3) | Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. III, pp. 28-33. | |||
| 200 | Il Burchiello (Stanze veneziane) | Il Burchiello di Padova (vv. 1-8) | ||||
| 306 | Viaggio in Italia di Guido Piovene | Il cuore di Padova | ||||
| 222 | Epistolario di Ugo Foscolo | Il desiderio di trasferirsi a Padova | ||||
| 210 | Carteggio tra Wynne e Memmo | Il dolore del distacco | ||||
| 87 | Rationarium vite | Il fabbricante di dadi (XXVII) | ||||
| 134 | Orlando furioso | Il figlio di Bradamante e Ruggiero e il paese di Este (XLI 63-65) | Ariosto immagina che Bradamante darà alla luce il figlio di Ruggiero proprio nei pressi di Padova, il territorio fondato da Antenore, celebrato per la fertilità dei campi e la bellezza del paesaggio. Nel disegno ariostesco è la città di Este, nella provincia padovana, a diventare il luogo simbolico della fondazione dinastica degli Estensi, ai quali l'opera è dedicata. | |||
| 54 | Epystolae familiares | Il freddo inverno padovano (Familiares XX, 14) | Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. IV, p. 311. | |||
| 318 | Rappacini's Daughter | Il giardino di Rappacini | N. Hawthorne, La figlia di Rappacini, in Id., Tutti i racconti, a cura di S. Antonelli e I. Tattoni, Milano, Feltrinelli, 2006, pp. 893-894. | |||
| 182 | Pastor fido | Il lamento di Amarilli (III, IV) | ||||
| 242 | Poesie di Arnaldo Fusinato | Il laureando | ||||
| 59 | Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere) | Il mal mi preme (Canzoniere, 244) | Il sonetto è composto in risposta a quello di Giovanni Dondi dall'Orologio, che chiede consiglio all'amico Petrarca su come superare una profonda crisi. Lo scambio di sonetti si colloca nel periodo tra l'inizio del 1372 e il settembre del 1373, che corrisponde al periodo della guerra tra Venezia e Padova. Probabilmente, gli argomenti dei testi sono di argomento politico. Petrarca invita Dondi dall'Orologio a innalzare il pensiero a Dio. | |||
| 288 | Città materna | Il mio Pra' della Valle | ||||
| 110 | Carmina di Giovanni Aurelio Augurelli | Il modello petrarchesco | L’interesse per la lingua poetica di Petrarca di Giovanni Aurelio Augurelli traspare nel carme latino indirizzato a Settimio e Fosco Tomei, dove a una franca professione di petrarchismo s'accompagna l'esortazione a studiare il Petrarca volgare. | |||
| 185 | Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo | Il moto terrestre | ||||
| 149 | La Betía | Il naturale è la più bella cosa che ci sia (Prologo per le recite in Pavana) | ||||
| 2 | Lettere di Ippolito Nievo | Il Paese natale | ||||
| 144 | Journal de voyage en Italie (Viaggio in Italia) | Il Palazzo della Ragione | Traduzione: M. de Montaigne, Viaggio in Italia, introduzione di G. Greco, traduzione e note di E. Camesasca, Milano, Rizzoli, 2021, p. 201. | |||
| 260 | Lettere di Ippolito Nievo | Il Palio dei Sedioli | ||||
| 291 | Città materna | Il Pedrocchi | ||||
| 52 | Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) | Il periodo padovano (Seniles X, 2) | ||||
| 223 | Piano di Studi | Il Piano di Studi | ||||
| 197 | Ulisse il Giovane | Il primo abbozzo dell'Ulisse | Già sono quattr’anni passati che abbozzai questa Tragedia coll’occasione ch’io spiegava nel Bo la Poetica d’Aristotele; ed abbozzata che l’ebbi, la trascurai, come soglio, e con molta ragione, tutte le cose mie. | Dalla Dedicatoria premessa all'edizione di Padova (1720). | ||
| 238 | Poesie di Niccolò Tommaseo | Il sabato santo | ||||
| 195 | L'Aristodemo | Il sacrificio della figlia (II, V 344-363) | ||||
| 214 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | Il Salone: un'infinità limitata | Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html | |||
| 62 | Epistole di Giovanni Boccaccio | Il soggiorno di Boccaccio a Padova (Epistola X) | ||||
| 39 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | Il tentativo di Ezzelino di entrare a Padova (Libro III, XV) | ||||
| 268 | Leila | Il treno per Padova | ||||
| 241 | Passa la ronda | Il tricolore (vv. 1-11) | ||||
| 226 | Epistolario di Ugo Foscolo | Il vero Ortis | ||||
| 44 | De Vulgari Eloquentia | Il volgare padovano non è illustre (De Vulgari Eloquentia I, XIV 4-8) | ||||
| 236 | Delle lodi di Giovanni Belzoni. Orazione | In lode di Belzoni | ||||
| 227 | Odi varie | In morte di Filippo Zerlotti da Zevio (vv. 69-84) | ||||
| 249 | Versi di Erminia Fuà Fusinato | In morte di Ippolito Nievo (II) | ||||
| 76 | Canzoniere di Domizio Brocardo | In morte di Ziliola (Sonetto CXV) | Il poeta piange la morte della figlia Ziliola, accaduta il 10 ottobre 1428. | |||
| 132 | Rime di Pietro Bembo | In poca libertà con molti affanni (CXII) | ||||
| 115 | La Vaccària | Inizia la commedia a Padova (Prologo II, Vaccaria) | Nel passo è evidente il riferimento alla Basilica del Santo; quanto al «Colosseo», invece, l’identificazione ha sollevato diverse ipotesi, tra le quali indicherebbe l’Arena, oppure un Colosseo che sorgeva nei pressi della Basilica in epoca classica, scomparso durante l’alluvione barbarica, o più probabilmente, l’antico teatro Zairo, che sorgeva nell’area centrale dell’odierno Prato della Valle. | |||
| 175 | L'amor pudico | Invenzione di Primavera | ||||
| 166 | Rime di Torquato Tasso | Invocazione a Sant'Antonio (768) | ||||
| 224 | Ultime lettere di Jacopo Ortis | Jacopo Ortis studente padovano | ||||
| 240 | L’8 febbraio 1848 in Padova | L'8 febbraio 1848 (vv. 97-112) | ||||
| 89 | Rationarium vite | L'accoglienza a Padova (L) | ||||
| 113 | Alfabeto dei villani | L'alfabeto dei villani | ||||
| 100 | Rime di Jacopo Sanguinacci | L'allontanamento della donna amata (canzone X, vv. 15-42) | Il componimento è un lungo lamento, modellato su schemi e motivi petrarcheschi, in cui l’io lirico rivela la sua disperazione per la partenza dell'amata Elia. Nel dolore trova spazio anche una maledizione contro Antenore e una dura invettiva contro la città da lui fondata, Padova, che nulla ha fatto per evitare che la sua donna più bella, motivo di onore e vanto, andasse via. Il poeta non risparmia nemmeno Amore, invitato a vergognarsi perché reo di aver ricompensato la sua devozione tradendolo, allontanandole la donna amata. | |||
| 154 | Rime di Antonio Brocardo | L'almo terren dagli Antenorei eletto (XXXIV) | ||||
| 55 | Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) | L'amore di Padova (Seniles XIII, 8) | ||||
| 305 | Viaggio in Italia di Guido Piovene | L'animo antico di Padova | ||||
| 258 | Lettere in difesa degli studenti | L'aria libera della giovinezza | ||||
| 256 | Le Confessioni d'un Italiano | L'arrivo a Padova (cap. XIV) | ||||
| 50 | Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) | L'arrivo a Padova nel 1368 e l'ospitalità di Francesco da Carrara (Seniles XI, 2) | ||||
| 219 | Storia della mia vita (Histoire de ma vie) | L'arrivo a Padova, il burchiello, il moto terrestre | ||||
| 285 | I piccoli maestri | L'arrivo degli Alleati a Padova | ||||
| 265 | Lettere di Ippolito Nievo | L'Arte di Mantegna | ||||
| 72 | Tractatus Astrarii | L'Astrario di Dondi | ||||
| 112 | Facezie | L'eremita Ansimirio (CXLII) | ||||
| 245 | Poesie di Arnaldo Fusinato | L'estate dello studente padovano (da Lo studente di Padova) | ||||
| 184 | Dell'antro platonico | L'impresa dell'Accademia dei Ricovrati | ||||
| 82 | Epistole di Sicco Polenton | L'incendio di Palazzo della Ragione | ||||
| 122 | Canace | L'infelicità (Canace, Cameriera, vv. 510-545) | ||||
| 66 | Rainaldo e Lesengrino | L'inganno della volpe | Il testo fa riferimento alla seconda parte del racconto e narra il momento in cui la volpe Rainaldo capisce il pericolo, vedendo la paglia smossa: si finge dunque improvvisamente malato e fa sì che Lesengrino prosegua da solo. | |||
| 283 | I piccoli maestri | L'insurrezione di Padova | ||||
| 63 | Epistole di Giovanni Boccaccio | L'invito a Firenze (Epistola VII) | ||||
| 328 | Cartes d'itàlia | L'ironia di Padova | ||||
| 230 | Poesie di Niccolò Tommaseo | L'Italia e l'Europa nel 1848 | ||||
| 9 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | L'opera (Prologo; Libro XII, XIX) | ||||
| 247 | Poesie di Arnaldo Fusinato | L'orologio in Piazza dei Signori (da L'orologio) | Fu allor che dal letargo in che giacea Il meccanico ingegno alfin destosse: D'opra gigante la sublime idea Del sommo Patavin l'animo scosse; E surse allor fra l'Antenoree mura La meraviglia dell'età futura. | |||
| 213 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | L'osservazione della palma nana | ||||
| 205 | Poesie di Melchiorre Cesarotti | L'Umilità | Il testo è un sonetto monacale di Cesarotti, composto intorno al 1792. Fu fatta una raccolta di componimenti in cui ciascun autore doveva prendere per soggetto una virtù religiosa; Cesarotti parlò dell'Umiltà. | |||
| 65 | Divina Commedia | L'usura a Padova (Inferno XVII, 64-73) | Fra gli usurai, Dante colloca ben due padovani. La "scrofa azzurra" in campo bianco, infatti, è l'insegna della famiglia Scrovegni di Padova. A prendere parola è Rinaldo (o Reginaldo) degli Scrovegni, la cui fama di usuraio era molto diffusa. Si dice che il figlio Enrico (o Arrigo) fece costruire la cappella affrescata da Giotto per espiare i peccati del padre. Rinaldo accusa altri due personaggi: Vitaliano del Dente, cavaliere padovano, podestà di Padova nel 1307, il cui nome si trova implicato in varie vicende di liti e processi per prestiti. Il secondo nome, invece, è dell'usurario fiorentino Giovanni Buiamonti, il cui stemma erano tre becchi (cioè tre capri) in campo d'oro. | |||
| 77 | Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII | La domus magna (da Mussato) | Il "Bovatino" che riferisce Sicco Polenton è probabilmente Zambono di Andrea, confuso dall'umanista con Bovetino de Bovetini da Mantova, giurista rinomato e attivo a Padova negli ultimi anni del Duecento, di cui è ancora visibile l'epigrafe funeraria nel Duomo di Padova. Polenton probabilmente venne tratto in inganno dalla Questio de prole, in cui si fa riferimento al bos, e dall'epigrafe di Bovetino, in cui si legge che egli riceveva il nome a bove. | |||
| 27 | Quaestio de prole | La Quaestio de prole: Mussato (carme II) | ||||
| 248 | Versi di Erminia Fuà Fusinato | La bandiera della Brigata Bologna | Il testo, composto nel 1860, veniva recitato con la bandiera che le signore patavine donavano alla Brigata Bologna, composta perlopiù da emigrati veneti. | |||
| 323 | Travelling Companions | La Basilica del Santo | ||||
| 254 | Poesie di Vittoria Aganoor | La bella bimba dai capelli neri | ||||
| 40 | Lamento della sposa padovana | La bona çilosia (Lamento della sposa padovana, vv. 1-18; 61-74) | ||||
| 141 | Il libro del Cortegiano | La burla di Ponzio (II, LXXXIX) | ||||
| 280 | Poesie e prose di Egidio Meneghetti | La canzone della nave | ||||
| 143 | Journal de voyage en Italie (Viaggio in Italia) | La Chiesa di Sant'Antonio | Traduzione: M. de Montaigne, Viaggio in Italia, introduzione di G. Greco, traduzione e note di E. Camesasca, Milano, Rizzoli, 2021, p. 201. | |||
| 203 | Poesie di Melchiorre Cesarotti | La città di Padova ad Andrea Memmo | Nel sonetto è la città di Padova a parlare: è dedicato ad Andrea Memmo, alla fine del suo mandato di podestà. | |||
| 167 | Rinaldo | La composizione del Rinaldo tra gli "ingrati studi" (XII 90; 92) | ||||
| 216 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | La contemplazione e la solitudine | Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html | |||
| 192 | L'Asino | La contesa tra Padovani e Vicentini (I 1) | ||||
| 189 | Il Saggiatore | La costruzione del cannocchiale | ||||
| 252 | Fidanzati senza saperlo! | La dedica ai "martiti d'Italia" | ||||
| 47 | Testamentum | La desiderata sepoltura nella chiesa di Sant'Agostino | ||||
| 118 | Dialogo delle lingue | La difesa del volgare | ||||
| 16 | Quaestio de prole | La disputa sull'avere figli: il verdetto finale (carme XII, vv. 1-40) | ||||
| 198 | Tobia | La fede in Dio | Non è fallace mai quella speranza Che si ponga nel Dio de' padri nostri, Nel Dio che mai non abbandona i giusti, Nel Dio possente: e gli avi nostri il sanno. | |||
| 202 | Poesie di Melchiorre Cesarotti | La festa del Prato (vv. 1-16) | La canzone fu composta e recitata il 12 agosto 1778 in occasione della partenza da Padova del podestà Andrea Memmo e del subentro di Domenico Michiel. | |||
| 244 | Poesie di Arnaldo Fusinato | La fiera del Santo (da Lo studente di Padova) | ||||
| 38 | Eneide | La fondazione di Padova (Eneide I, 242-249) | ||||
| 193 | Il Parnaso | La Fraglia dei Padrani | Fra noi Fortuna non si stima un fico, fra noi la Lite è un mal inusitato, e, mentre gli altri fanno questïone, noi tagliamo le polpe d’un cappone. | |||
| 10 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | La grande festa in Prato della Valle (Libro I, X) | ||||
| 319 | Letters | La grande opera di Giotto | ||||
| 221 | Storia della mia vita (Histoire de ma vie) | La guerra tra studenti e sbirri | ||||
| 207 | Mémoires | La laurea al Bo | ||||
| 307 | Il male oscuro | La laurea in lettere durante il regime | ||||
| 276 | Versi di Ippolito Nievo | La laurea, vv. 42-65 | ||||
| 327 | Leben des Galilei | La luce della scienza | In dem Jahr sechzehnhundertundneun Schien das Licht des Wissens hell Zu Padua aus einem kleinen Haus. Galileo Galilei rechnete aus: Die Sonn steht still, die Erd kommt von der Stell. | Nell'anno mille seicentonove splendé chiara la luce della scienza in una piccola casa di Padova. Galileo Galilei accertò coi suoi calcoli che il sole sta fermo e la terra si muove. | Traduzione: B. Brecht, Vita di Galileo, traduzione a cura di E. Castellani, Torino, Einaudi, 1970, p. 1. | |
| 209 | Opuscoli morali e sentimentali | La mia libertà di pensare, di parlare, d'agire | ||||
| 53 | Epystolae familiares | La morte di Jacopo II da Carrara (Familiares XI, 2) | Giacomo (o Jacopo) II da Carrara fu protettore e amico di Petrarca; Signore di Padova dal 6 maggio 1345, invitò il poeta a recarsi in città molte volte, ma Petrarca vi si recò soltanto alla fine del marzo 1349. Jacopo assegnò un canonicato a Petrarca presso la cattedrale e gli diede una casa dei pressi del Duomo. Il 19 dicembre 1350 Giacomo II venne assassinato da Guglielmo da Carrara, figlio illegittimo di Giacomo I. La morte di Giacomo II segna profondamente Petrarca. Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. III, pp. 22-24. | |||
| 264 | Lettere di Ippolito Nievo | La pace inamovibile di Padova | ||||
| 156 | Lettere di Pietro Bembo | La Padova di Bembo | ||||
| 109 | Rime di Girolama Corsi | La poetica (sonetto V) | ||||
| 155 | Rime di Antonio Brocardo | La polemica con Bembo (XLVI) | Trascrizione del testo da D. Romei, Paralipomeni della disputa Brocardo-Bembo, in «Italique. Poésie italienne de la Renaissance», XVI, 2013, p. 69. | |||
| 12 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | La Porta delle Torreselle (Libro I, X) | ||||
| 23 | Quaestio de prole | La posizione di Lovati (carme III) | ||||
| 211 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | La posizione di Padova dall'Osservatorio | Testo in lingua: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html | |||
| 284 | I piccoli maestri | La repressione della GNR | ||||
| 296 | Poesie e prose di Egidio Meneghetti | La riapertura dell'università (31 luglio 1945) | ||||
| 231 | Epistolario di Francesco Dall'Ongaro | La sala egizia: mille idee fantastiche | ||||
| 321 | The Duchess of Padua | La scena di Padova (I, I) | ||||
| 179 | La Idropica | La scena è in Padova (Prologo) | ||||
| 186 | Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo | La scoperta delle macchie solari | ||||
| 246 | Poesie di Arnaldo Fusinato | La scuola (da Lo studente di Padova) | ||||
| 269 | Lettere di Ippolito Nievo | La strada ferrata | ||||
| 29 | Ecerinis | La superbia degli uomini e le conseguenze della tirannide (Ecerinis, vv. 113-162) | ||||
| 196 | Ulisse il Giovane | La tragedia | ||||
| 49 | Epystolae familiares | La traslazione di Sant'Antonio (Familiares IX, 13) | Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. II, p. 426. | |||
| 140 | Italia liberata dai Goti | La vendetta mancata di Ablavio e il sacrificio a Santa Sofia (XX) | Il passo racconta il tentativo di vendetta di Nemesio su Achille, che uccise Argalto, duca di Padova. | |||
| 4 | Le Confessioni d'un Italiano | La vita degli studenti padovani e le notizie di Francia (cap. VIII) | ||||
| 83 | Catinia | La vita lieta | L. - Equidem nullum genus vivendi nobilius hoc nostro puto: nos hac sub umbra, quam tegmen frondosum facit, summa cum pace et animo leti et fronte iucunda bibimus, comedium, gaudemus. Quid felicius? | |||
| 220 | Storia della mia vita (Histoire de ma vie) | La vita studentesca con gli studenti più famigerati | ||||
| 88 | Rationarium vite | La vita studentesca e la moderazione nello studio (XXVI) | ||||
| 86 | Elegie di Giano Pannonio | Laus Andreae Mantegnae, Pictoris Patavinis A. MCCCC LVIII (elegia II) | ||||
| 80 | Catinia | Le discipline del Trivio | ||||
| 70 | Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio | Le distrazioni dallo studio (sonetto XXXV) | Il sonetto è una divertita rappresentazione dei fastidi che disturbavano lo studio di Dondi: le rumorose molestie dei colleghi grammatici e la distrazione causata dalle belle fanciulle. | |||
| 56 | Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) | Lettera ai posteri: il canonicato a Padova (Seniles XVIII, 1) | La lettera alla posterità venne progettata da Petrarca come conclusione della raccolta delle Senili, che dovevano concludersi, dunque, con la biografia del poeta. Tuttavia, le Senili non ebbero l'ultima mano del loro autore e questa lettera rimase incompleta e in uno stato di abbozzo. Fu composta in un nucleo originario probabilmente prima del 1367 e continuata poi tra il 1370 e il 1371; racconta la vita del poeta fino al 1351. | |||
| 90 | Rationarium vite | Lezioni d'eloquenza (LIV) | ||||
| 243 | Poesie di Arnaldo Fusinato | Lo studente di Padova | ||||
| 84 | Foscara | Loreggia | ||||
| 101 | Epistole di Maddalena Scrovegni | Maddalena Scrovegni a Jacopo del Verme | Questa è la lettera più celebre di Maddalena Scrovegni, la gratulatoria diretta a Pietro Dal Verme in occasione del suo ingresso in Padova il 18 dicembre 1388. Nell’epistola, l’unica pubblicata, che dichiarò di aver scritto su suggerimento di Ugolotto Biancardo, capitano delle truppe viscontee, Maddalena descrisse la conquista di Padova in termini quasi apocalittici, vedendo nel Dal Verme una brillante stella di giustizia e pietà divina che giunge alfine a frenare i tiranni, che finalmente pagheranno il fio dei loro misfatti, e a risollevare gli afflitti cittadini di Padova per i quali si augura l’inizio di un lungo periodo di buon governo. L’epistola combina citazioni bibliche, soprattutto dai Salmi e dai Profeti, con parti genuinamente frutto dell’abilità della redattrice e riveste grande interesse storico in quanto richiama e ripercorre le discordie che opposero la famiglia Scrovegni ai signori da Carrara. | |||
| 215 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | Mantegna nella Chiesa degli Eremitani | Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html | |||
| 217 | Faust | Mefistofele e Marta (vv. 2917-2931) | ||||
| 282 | I piccoli maestri | Meneghello e la filosofia | ||||
| 158 | La Mirtilla | Mirtilla (II, III 1168-1179) | ||||
| 111 | Morgante | Morire dalle risate (Morgante, XIX 148-150) | ||||
| 181 | Rime di Battista Guarini | Navigando la Brenta (XLIV) | ||||
| 259 | Lettere in difesa degli studenti | Nel bagordo carnevalesco del sonno | ||||
| 313 | Rime e ritmi | Nel chiostro del Santo | Il testo è datato 7 aprile 1887. | |||
| 271 | Poesie di Antonio Fogazzaro | Nel cimitero di Padova (parte III) | ||||
| 267 | Malombra | Nepo Salvador studente a Padova (II, II) | ||||
| 172 | L'Atestio | Nessuna città è come Padova (III 34-35) | ||||
| 103 | Rime di Jacopo Sanguinacci | Non perch’io sia bastante a dechiararte (canzone VII, vv. 16-45) | ||||
| 160 | La Fida Ninfa | O bella Arquadia (Prologo) | ||||
| 58 | Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere) | O cameretta (Canzoniere, 234) | ||||
| 105 | Rime di Marco Businello | O caro studio | ||||
| 131 | Rime di Pietro Bembo | O rossigniuol (LIX) | ||||
| 237 | Ode a Jappelli | Ode a Jappelli restauratore del Teatro Verdi | ||||
| 272 | Elettra | Padova - città del silenzio | ||||
| 165 | Rime di Torquato Tasso | Padova agognata (628) | ||||
| 309 | Padova e i Colli Euganei | Padova antichissima | ||||
| 148 | L'Anconitana | Padova cielo e amore | ||||
| 293 | Città materna | Padova città materna | ||||
| 28 | Ecerinis | Padova e la difesa della propria libertà (Ecerinis, vv. 401-458) | Padova fu conquistata ufficialmente da Ezzelino III il 24 febbraio 1237, dopo una prima resistenza ai suoi assalti. Il 20 giugno 1256, mentre Ezzelino è all'assedio di Mantova, la città di Padova, da otto anni governata dal podestà Ansedisio de' Guidotti, nipote di Ezzelino, finalmente è liberata, grazie anche alla crociata indetta da Innocenzo IV. | |||
| 308 | Veneto felice | Padova è una torta di mille foglie | ||||
| 99 | Rime di Jacopo Sanguinacci | Padova non merita infamia o tristezza (canzone XIII, vv. 106-120) | In questa canzone il poeta si rivolge al doge di Venezia Francesco Foscari a nome di tutti i concittadini padovani, chiedendo di non far ricadere sull'intera città le colpe e le conseguenze dell'azione scellerata di Marsilio da Carrara, il quale, fomentato da alcuni avventurieri veneti e appoggiato dai Visconti, aveva provato a riconquistare Padova con un colpo di mano nel marzo del 1435. Il poeta, affranto per la fama dei padovani ormai compromessa dalle aspirazioni di alcuni, cede dapprima la parola alla città stessa, che, tradita con l’inganno, si dice fiduciosa nella giustizia di Dio; ne assume poi la difesa, adducendo esempi tratti dalla storia romana e da quella veneziana a dimostrazione della non necessaria ricaduta della condotta dei singoli sulla fama collettiva. | |||
| 317 | Angelo, tyran de Padoue | Padova sottomessa: il Gattamelata a Brescia (I, I) | Traduzione: V. Hugo, Angelo, tiranno di Padova, in Id., Teatro completo, a cura di V. Almanzi, vol. III, Milano, Bietti, [19…], pp. 183-185. | |||
| 292 | Città materna | Padova trina ed una | ||||
| 315 | Voyage en Italie | Padova triste e deserta | ||||
| 142 | La bisbetica domata (The Taming of the Shrew) | Padova: culla delle arti (I, I 1-9; 21-24) | ||||
| 67 | Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio | Padova: dolce ostello (sonetto XXXIII) | Questo sonetto si riferisce al viaggio di ritorno che Dondi compì per Padova dopo essersi recato a visitare Roma nella Pasqua del 1375. | |||
| 139 | Lettere di Battista Guarini | Padova: sicuro e solito porto de' miei naufragi | ||||
| 145 | Lettere di Alessandro Guarini | Padova: un picciol mondo | ||||
| 73 | Rime di Francesco di Vannozzo | Padova: «fontana viva» (Sonetto XXVI) | Il sonetto di Vannozzo è dedicato alla città di Padova. Una Padova vittoriosa, di cui l'io lirico brama l'onore e il buono stato, si presenta in una dimensione fantastica, più che concreta, che è la dimensione del ricordo e della nostalgia propria di un emigrato ancora desideroso di tornare in patria, ma da essa forzatamente lontano. | |||
| 104 | Rime di Giovanni Antonio Romanello | Padua bella | ||||
| 177 | L'Atestio | Palazzo Obizzi: accademie e mondanità | ||||
| 137 | Rime di Battista Guarini | Parla della sua cruda donna alle colline di Padova (XLII) | ||||
| 287 | I piccoli maestri | Parole vuote? | ||||
| 180 | Rime di Battista Guarini | Partendo dalle contrade di Padova (XLIII) | ||||
| 281 | Poesie e prose di Egidio Meneghetti | Partigiana nuda | ||||
| 251 | "La Donna" | Per il diritto al lavoro delle donne | ||||
| 295 | Ritorno a Palazzo Giusti | Per l'uomo nuovo | ||||
| 206 | Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina | Per la dignità di Padova e dei Padovani | ||||
| 201 | Poesie di Melchiorre Cesarotti | Per un giovane che si laurea (sonetto XV) | Il testo è dedicato a Pier-Antonio Bondioli e risale al 1789. | |||
| 168 | Urania | Per un'uguaglianza tra uomini e donne | ||||
| 250 | "La Donna" | Per una donna istruita e libera | ||||
| 150 | La Piovana | Per una lingua pavana | ||||
| 119 | Dialogo delle lingue | Per una nuova lingua | ||||
| 178 | Il Verrato | Per una tragicommedia | ||||
| 133 | Rime di Torquato Tasso | Poi che 'n vostro terren vil Tasso alberga (Rime eteree, 34 [515]) | Questo sonetto funge contemporaneamente da autopresentazione di sé e da testo di dedica all’ecclesiastico Scipione Gonzaga, fondatore dell’Accademia degli Eterei. | |||
| 46 | De Viris Illustribus | Proemio: gli uomini illustri | Il proemio si riferisce a Francesco I da Carrara, a cui è dedicata l'opera. Il signore di Padova commissionò l'opera a Petrarca nel 1370, opera a cui lo scrittore aveva lavorato a fasi alterne fin dal 1337. | |||
| 61 | Vite di Petrarca, Pier Damiani e Livio | Qualche notizia su T. Livio raccolta da Giovanni Boccaccio | ||||
| 106 | Rime di Marco Businello | Quando ved'io che l'idol mio nel viso | ||||
| 234 | I tre mariazi da Pava | Questo mariazo è un cattivo accordo (I, vv. 1-32) | ||||
| 229 | Fede e bellezza | Recarsi al Santo e amare Dio | ||||
| 294 | Palazzo Giusti | Ricordati! | ||||
| 228 | Fede e bellezza | Ricordo di un tramonto in Prato della Valle | ||||
| 286 | I piccoli maestri | Ritratto della Padova fascista | ||||
| 78 | Vita di Sant'Antonio di Padova confessore | Ritratto di Sant'Antonio | ||||
| 15 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | Rolandino da Padova e la sua Cronica (Libro XII, XVIII) | La soluzione all'indovinello di Rolandino? Le sillabe che aprono i dodici libri della sua grande opera compongono la firma "Cronica Rolandini data Padue". | |||
| 13 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | Sant'Antonio (Libro III, V) | ||||
| 263 | Lettere di Ippolito Nievo | Scusa se non ti ho scritto! | ||||
| 24 | De celebratione sue diei nativitatis fienda vel non | Se debba celebrare o no il genetliaco (vv. 1-60) | ||||
| 102 | Rime di Francesco Capodilista | Se mai pianto o sospir d'afflitto core | ||||
| 91 | Silva Panegyrica ad Guarinum Veronensem praeceptorem suum | Silva Panegyrica, Praefatio (vv. 21-36) | ||||
| 30 | Soliloquia | Soliloquio IV. Ad Beatos Paulum Apostolum, et Augustinum Christi Confessorem (vv. 9-56) | ||||
| 212 | Italienische Reise (Viaggio in Italia) | Spazi angusti | Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html | |||
| 136 | Rime di Gaspara Stampa | Speron, ch’a l’opre chiare ed onorate (CCLIII) | ||||
| 290 | Città materna | Studenti del Bo | ||||
| 157 | Discorsi dell'arte poetica e del poema eroico | Studiare a casa Speroni | ||||
| 176 | L'amor pudico | Tra Amore e Mostri | ||||
| 275 | Finestre sul fiume | Un angolo ancora intatto | ||||
| 325 | À la recherche du temps perdu | Un cielo puro | Traduzione: M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto, vol. III, a cura di M. Bongiovanni Bertini, Torino, Einaudi, 1981, p. 674. | |||
| 151 | Macaronea | Un cuoco speciale (vv. 44-47) | Est unus in Padua notus speciale cusinus in macaronea princeps bonus atque magister: discalcis pedibus propter magnare polentam per fangum et nives caminaret atque pedester. | C'è a Padova un famoso cuoco speciale, principe e buon maestro nella maccheronea: a piedi scalzi, per mangiare la polenta, camminava attraverso fango e neve, e sempre a piedi. | ||
| 311 | Chartreuse de Parme | Un excellent zambajon | Traduzione: Stendhal, La certosa di Parma, traduzione di M. Cucchi, a cura di M. Di Maio, Milano, Mondadori, 2016, p. 3. | |||
| 262 | Lettere di Ippolito Nievo | Un incontro inaspettato | ||||
| 174 | L'Ermiona | Un insolito contento (III, I) | ||||
| 190 | La Prigione | Un mondo chiuso | [A Padova] Ogni detto, ogni fatto vi si nota, v’è cui spiace il tuo volto, il tuo vestito, se barbuta o se rasa altri ha la gola o se ’l Cappello e ’l Crin troppo ha pulito. | |||
| 316 | Voyage en Italie | Un motivo d'acquerello | ||||
| 3 | Lettere di Ippolito Nievo | Un Orso fra le Antenoree mura | ||||
| 257 | Le Confessioni d'un Italiano | Un pacioloso padovano (cap. XVI) | Nella canzonetta è stata sostituita "l'onda" con "Londra". | |||
| 310 | Veneto felice | Un paesaggio fantastico | ||||
| 98 | Entrée d'Espagne | Un poema cavalleresco padovano | ||||
| 57 | Epystolae extravagantes | Una "ridevole avventura" (Extravagantes, 48) | Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. V, pp. 384-389. | |||
| 14 | Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane | Una battaglia presso la Porta delle Torreselle (Libro IV, V) | ||||
| 161 | La Finta Fiammetta | Una canora magia nell'antenorea città (Prologo) | ||||
| 320 | Letters | Una città pittoresca | Padua is a quaint town with good colonnades along each street, a university like a barracks, one charming church (Sant’Anastasia) and a lot of bad ones, and the best restaurant in Italy, where we dined. | Padova è una città pittoresca, con bei portici lungo ogni strada, un’università che sembra una caserma, una chiesa incantevole (Sant’Anastasia) e molte brutte, e il miglior ristorante d’Italia, dove cenammo. | Non è possibile stabilire in quale locale Wilde abbia cenato – se il Caffè Pedrocchi o un altro esercizio – poiché le fonti non lo attestano. Inoltre a Padova non esiste una chiesa di Sant’Anastasia (che invece è a Verona): si tratta verosimilmente di un errore della tradizione testuale o di un lapsus autoriale, forse per Sant’Antonio. | |
| 266 | Lettere di Ippolito Nievo | Una città solitaria, muta, irregolare | ||||
| 324 | Travelling Companions | Una delle lezioni più profonde | ||||
| 187 | Dialogo de Cecco | Una nuova stella | ||||
| 60 | Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio | Una profonda crisi (sonetto IV) | Il sonetto (risalente tra il 1372 e il 1373) di Giovanni Dondi dall'Orologio è indirizzato all'amico Francesco Petrarca, a cui chiede consiglio per superare una profonda crisi, probabilmente di argomento politico, sullo sfondo della guerra tra Padova e Venezia. Petrarca gli risponde a sua volta con un sonetto, incitandolo a innalzare il pensiero a Dio. | |||
| 218 | Memorie di Lorenzo Da Ponte | Una serata fortunata al gioco | ||||
| 322 | Travelling Companions | Una sosta al Pedrocchi | ||||
| 164 | Altile | Una tragedia a lieto fine (Prologo) | ||||
| 261 | Lettere di Ippolito Nievo | Va in scena il Dramma Galileo Galilei | ||||
| 130 | Amor di Marfisa | Venere e gli Amori (I 51-52) | ||||
| 233 | Canto politico | Versi giovanili | ||||
| 146 | Baldus | Verso i "maccheronici carmi" (XXII 120-132) | ||||
| 22 | [Tristano e Isotta] | Versus domini Lovatii de Padua | L'estratto del poemetto è pervenuto fino a noi grazie alla trascrizione di Boccaccio nello Zibaldone Laurenziano XXXIII 31, f. 46r. Il frammento corrisponde all'incipit dell'opera perduta, in quanto vi si delineano le caratteristiche di Isotta: la divina bellezza, la fama letteraria e il destino che l'avrebbe condotta ad abbandonare il marito per un altro ineluttabile amore. | |||
| 135 | Rime di Gaspara Stampa | Voi n’andaste, signor, senza me dove (CCL) |