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In morte di Filippo Zerlotti da Zevio (vv. 69-84)
In morte di Filippo Zerlotti da Zevio (vv. 69-84)
Opera: Odi varie
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In morte di Filippo Zerlotti da Zevio (vv. 69-84)
Odi varie
pp. 242-243
[nota d'autore: Due giovani, studenti nell’Università di Padova, recatisi a nuotare nel luglio 1837, stavano pericolando. Passato per caso un altro studente, quantunque i due nuotatori intimi non gli fossero, nè forse conosciuti, e poco abituato egli al nuoto, si gettò nel fiume e diè loro modo a salvarsi: ma perì nel nobile atto. La scolaresca ne accompagnò il cadavere al cimitero; e richiesta la guarnigione di concedere la sua musica pel funerale, non ne volle mercede.] [...] E chi, fuor l’onde, non avria soccorso Alla bell’opra ardita, Per cui, de’ due visto il periglio, a corso Venirne, e dietro te margini e vita Lasciar, fu un punto? Torbido e profondo Invan è il gorgo; appena Tratto a riva è il primier, corri al secondo: Finché l’uopo è d’altrui pronta è la lena. Men pronta ahi! sol nell’uopo tuo venia: Pur (esca la parola Quale ai labbri commosso il cor la invia) Molte vite v’avean nella tua sola. Sdegnâr delle consorti onde il misfatto Quelle che prime il Brenta Versa ne’ miei patrii canali, e ratto Portâr l’avviso qual chi si lamenta.