Padoa (Sonetto CLXXXIX-2)

Opera: Rime di Francesco di Vannozzo

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Padoa (Sonetto CLXXXIX-2)
Rime di Francesco di Vannozzo
p. 268
Padoa
Corona santa, ch’èi da Dio mostrata
per pace dar a l'italica gente,
con dolce ciera e con allegra mente
ti priego ch'io ti sia racomandata.
Io son quella città che fui fondata
per man del re Anthenor anticamente
e, ben che 'l mio rettor sagio e potente
m'abbia tra l'altre con honor tractata,
la desïata tua dolce sembianza
nel cor m'à rifermato ardire e forza;
sotto la tuo baldeza è gran speranza,
però tuo pensier buono in meglio sforza,
né tardi a suo venir tua gran possanza
per medicar ogni tarmata scorza,
ché l'aere e 'l fuoco e la terra ti chiama,
e l'ampio mar la tua venuta brama.
Il sonetto, antecedente al 1388, personifica la città di Padova che, all'epoca controllata da Francesco Novello, chiede protezione a Visconti, Signore di Milano. Con stile elevato e forte influenza petrarchesca, Padova rivendica le sue origini nobili, risalenti al fondatore mitico Antenore.

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Titolo: Rime di Francesco di Vannozzo
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