La desiderata sepoltura nella chiesa di Sant'Agostino

Opera: Testamentum

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La desiderata sepoltura nella chiesa di Sant'Agostino
Testamentum
pp. 1344-13
De poco autem non magnopere curo, contentor poni, ubicunque Deo placuerit et iis qui hanc curam suscipere dignabuntur. Si tamen expressius mea de hoc voluntas exquiratur, sepeliri velim:
a) Si Padue, ubi nunc sum, moriar, in eccelsia Sancti Augustini quam fratres predicatores tenent, quia et locus animo meo gratus est et iacet illic is, qui me plurimum dilexit inque has terras piis precibus attraxit, preclarissime memorie Iacobus de Carraria, tunc Padue dominus.
b) Si autem Arquade, ubi ruralis habitatio mea est, diem clausero et Deus tantum michi concesserit, quod valde cupio, capellam ibi exiguam ad honorem beatissime Marie Virginis extruere, illic sepeliri eligo; alioquin inferius in aliquo loco honesto iuxta ecclesiam plebis.
Poco mi preoccupo del luogo; mi contento di essere sepolto dovunque a Dio piacerà e a quelli che si degneranno di assumersi questa incombenza. Se poi si chiede di dichiarare più esplicitamente la mia volontà in merito, desidererei essere seppellito:
a) Se morirò a Padova, dove attualmente mi trovo, nella chiesa di Sant'Agostino retta dai frati predicatori, non solo perché lì riposa la persona che tanto mi amò e con dolci inviti mi richiamò in queste terre, Iacopo da Carrara d'illustre memoria, allora signore di Padova.
b) Se poi concluderò la mia giornata ad Arquà, dov'è la mia dimora di campagna, e Dio mi concederà quel che tanto desidero, di costruirvi una piccola cappella in onore della beata Vergine Maria, preferisco essere sepolto lì; se no, più sotto, in luogo adatto, vicino alla chiesa del popolo.

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