«Nunc ego quo casu vel quo sic pervigil usque ipsa volens errore trahor? Non haec mihi certe nox erat ante tuos, iuvenis fortissime, vultus, quos ego cur iterum demens iterumque recordor tam magno discreta mari? Quid in hospite solo mens mihi? Cognati potius iam vellera Phrixi accipiat, quae sola petit quaeque una laborum causa viro. Nam quam domos has ille reviset aut meus Aesonias quando pater ibit ad urbes? Felices mediis qui se dare fluctibus ausi nec tantas timuere vias talemque secuti huc qui deinde virum; sed sit quoque talis, abito!».
«Quale sorte, o che smarrimento, nell'insonnia continua, di mia volontà mi rapisce? Non erano queste le mie notti, o giovane eroe, prima che vedessi il tuo volto. Ma perchè - nel delirio - continuo, continuo a ricordarlo, mentre tanto mare mi divide da lui? Perché i miei pensieri vanno solo a quello straniero? È meglio ormai che si prenda quel vello di Frisso; è la sola cosa che cerca, la sola per cui si travaglia. Già: quando mai quell'uomo rivedrà queste case? E quando mai mio padre viaggerà per la Tessaglia? Fortunati quelli che osarono affidarsi al mare profondo senza temere un simile cammino e che seguirono quell'eroe! Sia pure un eroe, ma che se ne vada!».