Padova: dolce ostello (sonetto XXXIII)

Opera: Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio

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Padova: dolce ostello (sonetto XXXIII)
Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio
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Per far a casa felice ritorno
da quella che de l’altre fu soprana
et d’ogni altra vertù viva fontana,
partimo doppo Pasqua il primo giorno.
Et per trovar meglio per noi sogiorno
et per roncini la strada più piana,
nostro camin tenemo per Toscana,
vedendo plusor terre in quel contorno.
Prima Cesan, Sutri, Viterbo bello,
Monteflascon, terra asai lieta et chiara,
Aquapendente, ma prima Bolsena.
Vedrèn San Quirco et poi la vechia Sena,
Firence gaia, Bologna, Ferara,
Roigo et Padoa, nostro dolce ostello.
Questo sonetto si riferisce al viaggio di ritorno che Dondi compì per Padova dopo essersi recato a visitare Roma nella Pasqua del 1375.

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