Per una donna istruita e libera

Opera: "La Donna"

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Per una donna istruita e libera
"La Donna"
pp. 108-111
Come negare che se oggi non possiamo vantare caratteri integri, uomini di un’illibatezza a tutta prova e d’una fermezza di propositi che conforti a sperare per l’avvenire della patria, ciò lo dobbiamo all’ignoranza della donna e alla sua nullità in faccia alla legge civile e a’ diritti politici? Come si può pretendere che nasca l’uomo libero da madre schiava? Come pretendere che l’uomo ami la politica se chi lo inspira dalla culla e lo guida a passa a passo nella vita, come madre, sorella, sposa, figlia, deve, e glielo impongono quale un obbligo, non cercar di sapere che cos’è politica, ciò che forma il governo di tutti, quasi che il governo di tutti non dovesse informarsi al governo di ciascuno e il tipo della famiglia non dovesse anzi dar norma a quello dello stato? La donna non deve disamare la politica, se vuol formare sulle sue ginocchia il cittadino. Deve anzi conoscerla e per conoscerla deve studiarla, e perché essa la possa studiare con quella volontà che raddoppia la forza intellettiva, dev’essere fatta capace de’ diritti che quella concede; allora da donna libera nascerà l’uomo libero. Allora dalla cittadina in pieno possesso de’ suoi diritti, potrà essere educato l’uomo cittadino [...]. Non allontanate dunque da voi, o uomini del progresso, la donna. [...] Ma illuminatela come conviensi, e accordatele i diritti politici; ella allora sentirà il bisogno di conoscere che cosa essi sieno e che conseguenze abbiano e non vorrà più essere uno strumento cieco del dispotismo e dell’oscurantismo; ma invece essere, e ci porrà tutta la sua gloria nell’esserlo, un aiuto formidabile a spingere innanzi il carro del progresso e a far ricca la patria di quei morali e materiali, che un’istruzione diffusa e leggi eque e istituzioni più conformi alla leggi d’eguaglianza vera, devono pur arrecare. Se volessero gli uomini del progresso farsi capaci di questa verità, che la donna è una forza attiva che rende i nemici della civiltà pressoché invincibili e che strappando ad essi questa forza, li avremmo vinti per sempre, l’umanità potrebbe gioire allora perché avrebbe conquistato molto, avrebbe forse conquistato tutto.

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