La sala egizia: mille idee fantastiche

Opera: Epistolario di Francesco Dall'Ongaro

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La sala egizia: mille idee fantastiche
Epistolario di Francesco Dall'Ongaro
p. 363
Trieste, 20 ottobre 1842 [a Caterina Percoto]
Mia buon'amica,
Io sto in pensiero per voi, e dubito o della vostra salute o di quella di alcuno de' vostri, non vedevo vostri caratteri. Voi potreste fare la stessa induzione del mio silenzio, ma voi sapete già che è malattia cronica in me.
Sono stato a Padova, dove avrei voluto trovarmi con voi in quelle mirabili camere del Pedrocchi, e massime in quella Giziana, che ci avrebbe suscitate mille idee fantastiche e piene di affetto. Ho conosciuto lì una gentile friulana la Cont. Antonini. Io fui quasi beato a que' giorni ed è facile a pensarlo, mi trovavo per un momento in una atmosfera migliore. Qui sono veramente come Ovidio al Ponto eusino, e se non iscrivo i miei tristi, gli è perché mi manca il tempo e la forza di scrivere. Io credo che anche Nerone avrebbe fatto meno chiacchiere, se avesse dovuto fare il maestro sei o sett'ore al giorno, il maestro di scolari che non vogliono imparar nulla. - Del resto, io sto bene, passabilmente, e se voi mi scriverete starò ancor meglio.
Il vostro Dall'Ongaro

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