Nave, tu porti un carico d’intemerata fede, gente che spera e che crede nel sol di libertà. Vai verso la vittoria carica di catene. Navighi fra le pene verso la libertà. Fame, torture, scariche, sibili di staffili, non ci faranno vili: viva la libertà! Sorge la nuova Europa in mezzo a tanti mali, e un popolo d’eguali nasce alla libertà. Il maggiore Carità sequestrò a Gino Cerchio questa canzone e s'infuriò per la terza strofa che testimoniava i maltrattamenti e le torture. Minacciò rappresaglie. Il giorno dopo la terza strofa fu così sostituita: Baci, carezze trepide, nobili cortesie, non ci faranno spie tenero Carità!