Gli argini padovani modello per l'Inferno dantesco (Inferno XV, 1-12)

Opera: Divina Commedia

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Gli argini padovani modello per l'Inferno dantesco (Inferno XV, 1-12)
Divina Commedia
pp. 455-457
Ora cen porta l'un de' duri margini;
e 'l fummo del ruscel di sopra aduggia,
sì che dal foco salva l'acqua e li argini.
Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia,
temendo 'l fiotto che 'nver' lor s'avventa,
fanno lo schermo perché 'l mar si fuggia;
e quali Padoan lungo la Brenta,
per difender lor ville e lor castelli,
anzi che Carentana il caldo senta:
a tale imagine eran fatti quelli,
tutto che né sì alti né sì grossi,
qual che si fosse, lo maestro félli.
All'inizio del canto XV dell'Inferno, Dante riporta, insieme all'esempio delle dighe dei Paesi Bassi, le disposizioni idrauliche e le arginature di Padova a modello per rappresentare gli argini dell'Inferno. La precisa descrizione che fa Dante delle arginature padovane (anche in Purgatorio V, 82-84 delle zone bonificate da Francesco il Vecchio da Carrara) invita a credere in una presenza visiva di Dante e dunque è un elemento che avvalora l'ipotesi di una reale presenza di Dante a Padova, seppur si resti sempre nel campo delle probabilità.

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