Nessuna città è come Padova (III 34-35)

Opera: L'Atestio

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Nessuna città è come Padova (III 34-35)
L'Atestio
pp. 25-26
[…] io non potrei
Città propor che a Padova egual sia,
Già cara madre de gli studij miei,
Di Minerva e d’Astrea stanza natia.
Oltre che de’ tuoi avi e semidei
Le prische sedi troverai per via,
E vedrai zampillar a’ piè de’ monti
Di salubre valor sulfuree fonti.
Quivi tu poscia adorerai devoto
Di campioni di Cristo ossa sepolte,
L’eccelse chiese ammirerai ignoto
D’Antonio, di Giustina e altre molte,
Del popol accolticcio e del più noto
Varie assembranze mirerai raccolte,
E tutrice onestà di quel consorzio,
Se doppo ’l mio partir non fè divorzio.

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Titolo: L'Atestio
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