Per una tragicommedia

Opera: Il Verrato

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Per una tragicommedia
Il Verrato
pp. 818-819
VERRATO. […] me v’ho per convinto, percioché in tutta l’arte poetica, da poi che’l mondo è mondo, non troverete più d’una tragicomedia pastorale; onde parlando voi di così fatto poema, per necessità vi convien intender di quella sola. Or vi domando se ne sapete l’autore. Guardate di dir il vero, percioché non solo in diverse città d’Italia, ma particolarmente in Vinegia e in Padova, nobilissima stanza vostra, dal medesimo autore più d’una volta è stata letta publicamente in corona d’uomini e nobili e letterati, in modo che nol potete ignorare. Ma questo autore, quando vi risolveste di scriver contra lui, v’era egli amico o nemico? State in cervello, non vacillate. Che dispiacere vi ha egli mai fatto? Non usava egli con voi dimesticamente? e con tutti quei termini che suol tener l’uno amico con l’altro? Non avete voi avuto mille commodità di dir a lui medesimo in voce quello ch’avete publicato in iscritto del suo poema? Forse non vi ha egli sempre onorato? Sienmene testimoni non solo Padova tutta e tutto lo Studio, ma le panche medesime delle vostre scuole, che si ricorderanno pur che egli una volta, ancor che provetto, non si sdegnò d’entrare co’ giovanetti alla vostra lezione, solamente per farvi onore. Perché dunque offendete chi sempre vi è stato amico? Perché disonorate chi v’ha onorato?

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Titolo: Il Verrato
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