Il soggiorno di Boccaccio a Padova (Epistola X)

Opera: Epistole di Giovanni Boccaccio

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Il soggiorno di Boccaccio a Padova (Epistola X)
Epistole di Giovanni Boccaccio
pp. 574-575
Preclarissimo viro Francisco Petrarce laureato. [Ravenna, 18 luglio 1853]
[...] Credo memineris, preceptor optime, quod nondum tertius annus elapsus sit posquam senatus nostri nuntius Patavum ad te veni, et commissis expositis dies plusculos tecum egerim, quos fere omnes uno eodemque duximus modo. Tu sacris vacabas studiis, ego compositionum tuarum avidus ex illis scribens summebam copiam. Die autem in vesperam declinante a laboribus surgebamus unanimes, et in ortulum ibamus tuum iam ob novum ver frondibus atque floribus ornatum.
Al chiarissimo uomo Francesco Petrarca poeta laureato. [Ravenna, 18 luglio 1353]
[...] Credo che tu ti ricordi, ottimo maestro mio, come ancora non sia passato il terzo anno da che venni a te in Padova ambasciatore del nostro senato, ed esposta la commissione, mi trattenni da te alquanti giorni, da noi quasi tutti passati ad uno stesso modo: tu ti dedicavi ai sacri studi, io, cupido dei tuoi componimenti, me ne facevo copie. Volgendo poi il giorno al tramonto, ci alzavamo insieme dalle fatiche e ce ne andavamo nel tuo giardinetto giĆ  ornato di fronde e di fiori della giovane primavera.

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Titolo: Epistole di Giovanni Boccaccio
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