Per un'uguaglianza tra uomini e donne

Opera: Urania

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Per un'uguaglianza tra uomini e donne
Urania
pp. 117-118
Ma veniamo alle perfezioni primieramente, nelle quali considerando, noi vederemo come tra gli uomini rade volte alcuna nobil arte, alta scienza, overo altra sorte di virtù si trovò mai che parimente tra le donne se non di tanta perfezione almeno di poco minor non se ne ritrovasse ancora, tanto perciò quanto a loro è stato lecito di potere entromettersi. Onde, se voi loderete gli uomini circa le cose divine dicendo che molti santi, spargendo il loro sangue in sacrificio al magno Iddio, hanno la cristiana fede aggrandita, e io risponderovi non meno averla fatta ampia tante virginelle, le quali nel santo martirio costantissime si sono dimostrate. E se voi direte che tra gli uomini vi fossero de' profeti assai, e io dirovvi che tra le donne di molte savie sibille non vi sono mancate. E se nelle mondane scienze direte esser stati molti uomini scienziati delli quali tale poeta, tale oratore, tale filosofo e tale d'altra qualità di virtù dotato si ritrovò, vi si potrebbe a questo rispondere che tra le donne vi son state una Saffo, una Carmenta, una Ortensia e molt'altre poco men de gli allegati uomini dotte e savie, e in Atene assai di quelle vi furono che nelle accademie di filosofia nelle cattedre a gli uomini scolari leggevano. Poi, se della grandezza dell'animo e valor della persona vorrete assai valorosi uomini lodare, non vi si può rispondere che non men forse di quelle le quattro figlie di Anfione, la Pentesilea e Tamiri meritassero onore e pregio? E non credete voi che oggi di tra noi non si trovino di molte donne ancora le quali in ciascuna di cotal professioni potrebbono a molti uomini, che d'assai si tengono, far vergogna? Onde io conchiudo non potersi con ragione alcuna dire che 'l più vile e da poco uomo più vaglia che la più valorosa donna non vale, giudizio per lo vero assai sciocco e insano.

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