G. Bigolina, Urania, a cura di V. Finucci, Roma, Bulzoni
2002
1556-1558
Urania è un romanzo in prosa di metà Cinquecento (composto negli anni 1550), considerato il primo romanzo in prosa scritto da una donna in italiano. Il testo comprende una Epistola dedicatoria, una Lettera e due sezioni dottrinali, “Questioni d’amore” e “Il valore delle donne”, seguite dai capitoli narrativi (tra cui “Vita con Emilia”, “La duchessa”, “Il triangolo amoroso”, “Ritorno a Salerno”). Il nucleo teorico su “il valore delle donne” è spesso segnalato come la più antica trattazione organica del tema entro un romanzo italiano, e colloca Urania nel cuore della querelle sulla dignità femminile. Urania, giovane colta e virtuosa, è abbandonata dall’uomo amato per una donna più bella; cade in malinconia, poi lascia Salerno e intraprende un viaggio: per muoversi liberamente assume abiti maschili e, tra spostamenti, incontri, dispute amorose e persino piccoli scontri “epici”, mette alla prova insieme ragione e costanza. Il percorso, scandito da episodi “romanzeschi” (travestimento, viaggi, prove), conduce a un ritorno a Salerno e a una ricomposizione della vicenda amorosa; lungo la strada, Urania difende l’idea che virtù e intelletto contino più della bellezza esteriore. Si può considerare un “romanzo di formazione” al femminile che mette al centro educazione, autodisciplina degli affetti e autonomia intellettuale delle donne, utilizzando codici boccacceschi e romanzeschi accanto a momenti saggistici.
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168
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