Connessione Letteraria #274

Niccolò Tommaseo • Poesie di Niccolò Tommaseo

Estratto Letterario

"Qual, da viaggi dolorosi affranto,
uom li ripensa allor che siede in porto,
e sente un gran terror nel suo conforto,
ché non sapea d'aver patito tanto;
tal, mentre i suoni delle chiese e il canto,
Signor mio, mi vi annunziano risorto,
penso, Gesù, come voi foste morto,
quanto soffriste; e mi commuovo al pianto;
veggo ne' rai dello splendor divino
le piaghe che vi fe' la colpa mia,
e con lieto spavento a lor m'inchino;
e a lei che madre ci donaste, io dico:
insegnateci amar, dolce Maria,
questo dolce, tremendo, unico amico. "

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Niccolò Tommaseo
Periodo: 1802-1874
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Poesie di Niccolò Tommaseo
Edizione: N. Tommaseo, Poesie e Prose, a cura di P.P. Trompeo e P. Ciureanu, vol. I, Torino, UTET
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Luogo

Nome: Seminario Vescovile
Indirizzo: Via Seminario, 29, 35122 Padova PD
Coordinate: 45.40083993694987, 11.872618454397216
Descrizione:
Il Seminario vescovile di Padova nasce in età tridentina: il 17 agosto 1566, nel sinodo diocesano, si nominano i commissari “per il seminarium”; dopo i primi provvedimenti economici, il 29 dicembre 1569 vengono scelti i primi quaranta chierici con un praeceptor: è l’avvio effettivo del seminario patavino, fra i primi in Italia. La struttura iniziale, però, è ancora minuta (poche decine di ragazzi, fino ai 17 anni; gli studi teologici proseguono poi all’Università). La rifondazione avviene con Gregorio Barbarigo (vescovo dal 1664): nel 1669 acquista l’ex monastero di S. Maria in Vanzo, il 4 novembre 1670 inaugura il “nuovo” seminario (oltre ottanta/cento chierici) e il 4 novembre 1671 promulga le Regole sul modello borromaico; seguiranno la Ratio studiorum (1690) e un ordinamento che affianca a latino e teologia le lingue orientali (ebraico, siriaco, caldeo, arabo, turco, persiano), un unicum italiano per ampiezza e precocità. Il disegno formativo è esplicitamente “maggiore”: non solo disciplina e pietà, ma “dottrina” e competenze utili al ministero. A sostegno degli studi Barbarigo dota l’istituto di una Biblioteca e, soprattutto, della Tipografia del Seminario (1684), destinata a fornire manuali e testi (anche per le lingue orientali) e a divenire nei secoli XVIII–XIX una delle principali officine di stampa cittadine (“Tipi del Seminario”). La storia della stamperia è ricostruita nella classica monografia di Giuseppe Bellini (1938) e in materiali della Biblioteca Antica. Nel corso dell’Ottocento il Seminario consolida la propria funzione culturale: la Biblioteca Antica cresce anche grazie a donazioni e trasferimenti post-soppressione, e rimane un punto di riferimento per studiosi e clero; oggi la sezione antica conta 1.155 manoscritti, 387 incunaboli e circa 11.000 cinquecentine (dati di consistenza pubblici). La tipografia continua nel secolo a stampare testi scolastici, liturgici e opere di erudizione locali, segnando la vita libraria padovana. Il complesso attuale (via del Seminario 29, area del Torresino) riunisce Seminario Maggiore, Biblioteca Antica e realtà formative collegate; sul piano simbolico, l’istituto resta uno dei “luoghi-cerniera” tra cultura ecclesiastica e cultura cittadina.
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