Connessione Letteraria #282

Arnaldo Fusinato • Poesie di Arnaldo Fusinato

Estratto Letterario

"E più tardi, scoccato il mezzogiorno,
Escono in gala a divorar cogli occhi
Le cento belle che insaccate intorno
Stan sui divani del Caffè Pedrocchi,
Ampia caldaia ove ribolle e fuma
In guanti bianchi del Bon-ton la schiuma.
Poi c’è il teatro – e qui, cari lettori,
Se sentiste che diavol di fracasso!
– Brrrava! immensa! divina! fuori! fuori! –
Questi stan pel tenor, quelli pel basso;
E in mezzo a tanto musical bagordo
Egli è un prodigio se non resti sordo. "

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Luogo rappresentato e luogo biografico
Visitabile

Autore

Nome: Arnaldo Fusinato
Periodo: 1817-1888
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Poesie di Arnaldo Fusinato
Edizione: A. Fusinato, Poesie, illustrate da O. Monti, vol. I, Venezia, Gecchini
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Luogo

Nome: Caffè Pedrocchi
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 15, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.407744696487164, 11.877217249281498
Descrizione:
Il Caffè Pedrocchi è uno dei principali caffè storici e letterari d’Italia, simbolo urbano di Padova e luogo di ritrovo di studenti, docenti e intellettuali fin dall’Ottocento. È noto come il “caffè senza porte” perché per tradizione restò aperto giorno e notte fino alla Prima guerra mondiale. Il progetto dell’“Stabilimento Pedrocchi” fu affidato all’architetto Giuseppe Jappelli; il piano terreno fu completato nel 1831, mentre il Piano Nobile venne inaugurato nel 1842 in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani. L’insieme unisce una struttura neoclassica (fabbrica principale) con un’ala neogotica detta “Pedrocchino” (pasticceria), aggiunta tra 1836–39: un impianto eclettico che prosegue nelle sale superiori, ciascuna arredata in uno stile storico diverso (fra cui Etrusco, Greco, Romano/Ercolano, Rinascimento, Egizio, Napoleonico). Al piano terreno le sale “tricolori” (Verde, Rossa, Bianca) richiamano l’iconografia risorgimentale. La Sala Verde è legata a una tradizione di libero accesso (anche senza obbligo di consumazione), che ne fece a lungo un rifugio per studenti e meno abbienti; la Sala Bianca conserva la memoria degli scontri dell’8 febbraio 1848. Durante la prima insurrezione studentesca patavina contro gli Austriaci, infatti, i militari aprirono il fuoco anche dentro il Pedrocchi: la cronaca civica ricorda, fra le vittime, Giovanni Battista Ricci (Verona), colpito in via del Sale e morto pochi giorni dopo, e Giovanni Anghinoni (Bozzolo), ucciso da un colpo di baionetta mentre si gettava da una finestra del Caffè. L’episodio è parte integrante della memoria risorgimentale padovana. Oggi il Piano Nobile ospita il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, che ripercorre la storia padovana e nazionale dal 1797 al 1948 e accompagna il visitatore alla scoperta delle sale storiche del Pedrocchi; il Caffè continua la sua attività nel cuore della città.
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