Arnaldo Fusinato

1817-1888 • Ottocento

Informazioni Biografiche

Arnaldo Fusinato
1817-1888
Ottocento
Arnaldo Fusinato nacque a Schio il 25 novembre 1817 da Giovanni Battista, avvocato originario di Arsiè, e da Rosa Maddalozzo. Compì i primi studi al collegio “Cordellina” di Vicenza e, dal 1831 al 1836, frequentò a Padova il Collegio dei Nobili annesso al Seminario; quindi si iscrisse a Giurisprudenza all’Università di Padova, laureandosi in diritto pubblico nel 1841. Agli anni padovani risalgono le prime prove in versi (anche giocose), le “burle” studentesche e la frequentazione del Caffè Pedrocchi e dell’osteria del Leone Bianco con Giovanni Prati e Aleardo Aleardi. Nel febbraio 1846 pubblicò sul settimanale "Il Caffè Pedrocchi" le satire Fisiologia del lion (poi Il dandy) e Lo studente di Padova. Con i moti del 1848 passò dall’occasionale esercizio satirico alla poesia civile: compose il Canto degli insorti, quindi partecipò alle operazioni militari nel Vicentino. Nel 1849 accorse alla Venezia repubblicana e, al momento della capitolazione, dettò i versi destinati a larga fortuna A Venezia («Il morbo infuria, il pan ci manca…»). Durante l’assedio sposò Anna Colonna, quindi si stabilì a Schio e poi a Castelfranco Veneto presso la suocera; nel 1856 sposò in seconde nozze la poetessa Erminia Fuà. Collaborò a fogli antiaustriaci (tra cui "Il Vulcano"), poi alla stampa liberale veneziana e milanese ("Quel che si vede e quel che non si vede"; "Il Pungolo"; "Panorama"; "L’Uomo di pietra"), anche con pseudonimi (Fra Fusina, Don Fusina, Fusetti). Tra 1860 e 1863 circolarono sue liriche patriottiche proibite dalla censura. Dal 1864 si trasferì a Firenze, dove investì (con esiti poi onerosi) nell’edilizia e inaugurò il Teatro delle Logge (1870). Con il trasferimento della capitale a Roma fu assunto (1875) al Senato del Regno come direttore dell’ufficio di revisione dei verbali. Rimasto vedovo (1876), visse con la figlia Teresita; in seguito si spostò con lei a Udine e quindi a Verona, dove morì il 28 dicembre 1888 (fu sepolto a Roma, al Verano). La sua attività poetica (1841–1865) fu raccolta in più edizioni, fino alle Poesie complete (Milano, 1880–81, 3 voll.). La fama maggiore venne dai testi patriottici, mentre la produzione “seria” ebbe minor fortuna e quella giocosa-satirica restò la più originale. Un fitto carteggio con Ippolito Nievo testimonia l’intensa rete letteraria e giornalistica.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/arnaldo-fusinato_(Dizionario-Biografico)/

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