La Torre dell'Orologio è un edificio di origine medievale che si affaccia su Piazza dei Signori a Padova. Si erge tra il Palazzo del Capitanio e il Palazzo dei Camerlenghi. La torre sorse nella prima metà del XIV secolo come porta orientale fortificata della Reggia Carrarese, successivamente sopraelevata e adornata in stile gotico e dotata del celebre orologio astronomico. Il suo aspetto attuale si deve ai lavori promossi a partire dal 1426 dal Capitanio Bartolomeo Morosini, conclusi con l'inaugurazione dell'orologio astronomico nella festa di Sant'Antonio del 1437. Nel 1531 venne aggiunto il grande arco trionfale alla base, su progetto di Giovanni Maria Falconetto. L'arco di trionfo fu addossato alla torre con lo scopo di monumentalizzare la piazza - all'epoca utilizzata per le solenni cerimonie civiche e per i tornei - e l'accesso alla Corte del Capitanio. Invece, l'orologio astronomico che domina la piazza è la più antica macchina del suo genere che si conservi al mondo e con il diametro di 5,6 m è anche uno dei più grandi. L'orologio costituisce la copia dell'originale meccanismo posto sulla torre della porta meridionale della Reggia Carrarese, costruito sullo straordinario progetto di Jacopo Dondi nel 1344 e danneggiato da un incendio. Di questo antico strumento trecentesco si conservano originali i segni dello Zodiaco, riutilizzati da Matteo Novello e Giovanni e Gian Pietro delle Caldiere per la costruzione dell'attuale, conclusasi nel 1436. Tuttavia, tra i segni dello Zodiaco, manca quello della Bilancia, poiché i segni rappresentati si rifanno al sistema zodiacale pre-romano nel quale le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia erano unite in una sola. Al momento della sua costruzione, in realtà, l'orologio conteneva anche la rappresentazione della bilancia, ma questa fu eliminata durante un intervento di modifica operato dall'abate Bartolomeo Toffoli tra il 1787 e il 1792 che volle seguire le suddivisioni zodiacali più antiche. La tradizione popolare (priva di fondamento storico) considera la mancanza della bilancia come una ripicca del costruttore nei confronti della mancanza di giustizia della committenza, che volle pagargli una cifra inferiore al pattuito. La popolarità dell'orologio astronomico, primo a realizzarsi in Italia, secondo nel mondo, fu tale che ai discendenti di Jacopo Dondi fu aggiunta al cognome la dizione "dell'Orologio" o "dall'Orologio".