Connessione Letteraria #99

Francesco Petrarca • Epystolae extravagantes

Estratto Letterario

"A Francesco Nelli [Milano?, 1353?]
[...] Neophytus quidem ille, quem hactenus nesciebam, eo quod literas tuas illum loquentes de manibus non suis acceperam, eo ipso die dum forte huius sociam scriberem ad me venit, cum vestibulum prius atque atrium totamque domum verbis implesset. […] Quid multa? Concedimus. Incipit ille de inexhausto fonte verborum, immo vero continuat, iam enim antequam limen attigisset inceperat. […] ego autem nichil, nisi quod dum ille michi linguam suam, ego sibi aures meas accomodo. Ita illinc loquendo hinc tacendo impari pugna conseritur. […] sic totus ille transiisset dies, nisi publicum horologium, quo ultimo invento per omnes fere iam Cisalpine Gallie civitates metimur tempora, prelium diremisset; admonitus enim diem ire, surrexit. "

Note

Non è dato sapere quale sia l'orologio che si cita nel testo (né se esista un referente reale). Tuttavia, la lettera è scritta dal Nord Italia ("Gallia Cisalpina"), vi erano orologi sui campanili già a Milano (dal 1306 sul campanile di Sant'Eustorgio e dal 1328 sulla Torre di San Gottardo), ma Petrarca parla di una recente invenzione: è plausibile ipotizzare, o immaginare, che Petrarca avesse in mente l'orologio astronomico di Padova, collocato sulla Torre nel 1344.

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Autore

Nome: Francesco Petrarca
Periodo: 1304-1374
Categoria: Trecento
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Opera

Titolo: Epystolae extravagantes
Edizione: F. Petrarca, Opera omnia, a cura di P. Stoppelli, Roma, Lexis Progetti Editoriali
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Luogo

Nome: Torre dell'Orologio
Indirizzo: Piazza dei Signori, 28, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.407791903319506, 11.872772168027385
Descrizione:
La Torre dell'Orologio è un edificio di origine medievale che si affaccia su Piazza dei Signori a Padova. Si erge tra il Palazzo del Capitanio e il Palazzo dei Camerlenghi. La torre sorse nella prima metà del XIV secolo come porta orientale fortificata della Reggia Carrarese, successivamente sopraelevata e adornata in stile gotico e dotata del celebre orologio astronomico. Il suo aspetto attuale si deve ai lavori promossi a partire dal 1426 dal Capitanio Bartolomeo Morosini, conclusi con l'inaugurazione dell'orologio astronomico nella festa di Sant'Antonio del 1437. Nel 1531 venne aggiunto il grande arco trionfale alla base, su progetto di Giovanni Maria Falconetto. L'arco di trionfo fu addossato alla torre con lo scopo di monumentalizzare la piazza - all'epoca utilizzata per le solenni cerimonie civiche e per i tornei - e l'accesso alla Corte del Capitanio. Invece, l'orologio astronomico che domina la piazza è la più antica macchina del suo genere che si conservi al mondo e con il diametro di 5,6 m è anche uno dei più grandi. L'orologio costituisce la copia dell'originale meccanismo posto sulla torre della porta meridionale della Reggia Carrarese, costruito sullo straordinario progetto di Jacopo Dondi nel 1344 e danneggiato da un incendio. Di questo antico strumento trecentesco si conservano originali i segni dello Zodiaco, riutilizzati da Matteo Novello e Giovanni e Gian Pietro delle Caldiere per la costruzione dell'attuale, conclusasi nel 1436. Tuttavia, tra i segni dello Zodiaco, manca quello della Bilancia, poiché i segni rappresentati si rifanno al sistema zodiacale pre-romano nel quale le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia erano unite in una sola. Al momento della sua costruzione, in realtà, l'orologio conteneva anche la rappresentazione della bilancia, ma questa fu eliminata durante un intervento di modifica operato dall'abate Bartolomeo Toffoli tra il 1787 e il 1792 che volle seguire le suddivisioni zodiacali più antiche. La tradizione popolare (priva di fondamento storico) considera la mancanza della bilancia come una ripicca del costruttore nei confronti della mancanza di giustizia della committenza, che volle pagargli una cifra inferiore al pattuito. La popolarità dell'orologio astronomico, primo a realizzarsi in Italia, secondo nel mondo, fu tale che ai discendenti di Jacopo Dondi fu aggiunta al cognome la dizione "dell'Orologio" o "dall'Orologio".
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