Connessione Letteraria #294

Ippolito Nievo • Le Confessioni d'un Italiano

Estratto Letterario

"Quanti uomini grossi che somigliano al Tamigi! Quante donne che somigliano a Londra! cioè, scusatemi, s’appoggiano volentieri ad un fiume che ha molta acqua molta vastità e dubbia corrente!... Vi fu un pacioloso Padovano che in una nota barcarola cantava alla sua bella:
Vieni somigli a Londra,
Sei un basin d’amor!
Egli non avrebbe creduto che io sudassi tanto un giorno per giustificare la lezione un po’ arrischiata della sua strofa."

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Autore

Nome: Ippolito Nievo
Periodo: 1831-1861
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Le Confessioni d'un Italiano
Edizione: I. Nievo, Le Confessioni d’un Italiano, a cura di S. Casini, voll. I-II, Parma, Guanda Editore
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Luogo

Nome: Porta Ognissanti (o del Portello)
Indirizzo: Via Giovanni Gradenigo, angolo, Via del Portello, 35131 Padova PD
Coordinate: 45.40972118843706, 11.892673178426108
Descrizione:
La Porta Ognissanti è una porta delle mura rinascimentali veneziane, inaugurata il 12 giugno 1519 dal capitano Marcantonio Loredan; serviva il porto fluviale sul Piòvego, snodo dei traffici passeggeri e merci tra Padova e Venezia. Nel 1534 il porto fu trasferito davanti alla nuova porta (con le due scalinate oggi restaurate), e il toponimo "Portello" ("porta minore") passò qui dalla precedente porta medievale in via San Massimo. La facciata esterna è un piccolo arco di trionfo rivestito in pietra d’Istria, con quattro coppie di colonne e basi ornate da palle di cannone in trachite; all’interno dell’architrave si legge Omnium Sanctorum (da cui "Ognissanti"). Nel 1535 vi fu aggiunta la torretta con orologio in pietra di Nanto. È una porta pensata soprattutto per l’uso civile/commerciale (ci sono infatti solo poche cannoniere ai fianchi). Il ponte a quattro arcate in muratura è settecentesco (1784, in sostituzione del precedente ligneo) e introduce alla scalinata del porto, storico punto d’attracco del Burchiello; accanto sta l’edicola di S. Maria dei Barcaioli. Le lapidi celebrano l’antichità di Padova e il buon governo veneziano; il rilievo del leone di S. Marco fu rimosso in età francese (1797) e, secondo la tradizione documentata, recuperato e reimpiegato altrove.
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