Nato a Padova il 30 novembre 1831 da Antonio (magistrato mantovano) e Adele Marin (del ramo veneziano–friulano dei Colloredo), Nievo cresce tra Soave, Udine, Verona e Mantova seguendo i trasferimenti del padre. Convittore al Seminario vescovile di Verona (1840–45), completa poi gli studi liceali a Mantova. Dopo passaggi a Pisa e Pavia, dal 1852 al 1855 è all’Università di Padova per gli studi di giurisprudenza, dove si laurea il 22 novembre 1855. L’ambiente veneto–friulano e il rapporto con il nonno Carlo Marin alimentano presto il suo immaginario storico-civile. Tra Padova, Udine e Mantova pubblica i Versi (Udine 1854 e 1855) e gli Studii sulla poesia popolare e civile massimamente in Italia (1854), avvia collaborazioni giornalistiche e prova il teatro (Gli ultimi giorni di Galileo, 1854). Nel 1856 escono il romanzo Angelo di bontà e numerosi racconti “campagnuoli”, poi riuniti nel progetto del Novelliere campagnuolo. Nel 1857 pubblica Il conte pecorajo e avvia Il barone di Nicastro (uscirà nel 1860). Tra dicembre 1857 e agosto 1858 compone il suo capolavoro, Le confessioni d’un italiano (prima stesura e revisione concluse nel 1858), ma la censura e la mole dell’opera ne rinviano la stampa: uscirà postumo nel 1867 presso Le Monnier col titolo editoriale Le confessioni di un ottuagenario, poi riportato all’originale nelle edizioni critiche moderne. Volontario nei Cacciatori delle Alpi (1859), nell’impresa dei Mille si imbarca da Quarto il 5 maggio 1860; in Sicilia è subito chiamato all’amministrazione: viceintendente e poi intendente/“tesoriere” dell’Esercito meridionale, affianca Giovanni Acerbi e tiene il Giornale della Spedizione, pubblicato su L’Uomo di Pietra. Tra 1860 e inizio 1861 difende in stampa l’operato amministrativo garibaldino. A fine febbraio 1861 riparte da Palermo per trasmettere a Torino i conti e gli atti dell’Intendenza; nella notte 4–5 marzo 1861 il piroscafo Ercole affonda davanti alle coste campane: Nievo muore a 29 anni insieme ai documenti e ai colleghi dell’ufficio. Scrittore “totale” del tardo Risorgimento, Nievo unisce realismo popolare, memoria storica e slancio civile. Oltre alle opere già citate, restano centrali gli scritti politici (Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale; Venezia e la libertà d’Italia) e un ampio epistolario. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ippolito-nievo_%28Dizionario-Biografico%29/; https://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/nievo-ippolito/