Porta Santa Croce è una delle porte delle mura rinascimentali di Padova, sul fronte sud-occidentale, lungo il tratto compreso tra i torrioni/bastioni dell’Alicorno e di Santa Giustina. L’impianto attuale sostituisce una precedente porta carrarese; fu ricostruita dopo l’assedio del 1509 (guerra della Lega di Cambrai). La porta viene avviata negli anni immediatamente successivi al 1509 e, nella tradizione erudita, è attribuita a Sebastiano Mariani da Lugano. Il vicino baluardo di Santa Croce, deciso dal Senato veneto il 12 dicembre 1547, è invece riferito a Giangirolamo Sanmicheli (nipote di Michele) ed è l’ultimo bastione costruito a Padova. Rispetto alla più severa Porta Liviana, Santa Croce presenta un disegno più elaborato: ordine ionico gigante (lesene in trachite che rinforzano gli spigoli); al centro, su entrambe le fronti, un motivo d’arco trionfale in pietra d’Istria; coronamento con parapetto curvo e feritoie; facciata verso la campagna in origine più “rappresentativa” (lapidi e trofei), quella verso città con la sola iscrizione SANCTE CRUCIS e due nicchie con San Prosdocimo e San Girolamo. Il leone marciano, abbattuto in età napoleonica, fu sostituito da un’iscrizione che ricorda l’ingresso in città di Vittorio Emanuele II il 1° agosto 1866, dopo l’annessione al Regno d’Italia. L’adiacente ponte della porta (sul canale Alicorno) conserva tre grandi arcate oggi in parte interrate; se ne intuisce una quarta e l’alloggio del vecchio ponte levatoio. Porta Santa Croce si colloca leggermente fuori asse rispetto al borgo omonimo: è una delle soglie del sistema bastionato veneziano (XVI sec.) che riplasma il perimetro urbano dopo il 1509. Per completezza, il baluardo di Santa Croce è uno dei meglio leggibili dell’intero circuito padovano.