Connessione Letteraria #316

Concetto Marchesi • Pagine all'ombra

Estratto Letterario

"Se i rintocchi della torre del Bò non annunziano quest’anno alla città il rinnovarsi della consueta pompa accademica, c’è invece qualcosa di nuovo e di insolito, come una grande pena e una grande speranza, che qui ci raduna ad ascoltare, più che la fuggevole parola di un uomo, la voce secolare di questa gloriosa Università, che fa oggi l’appello dei maestri e dei discepoli suoi; e i maestri e i discepoli presenti rispondono per i lontani, per i dispersi, per i caduti. Così, in breve cerchia, tra noi, oggi, si compie un rito che ci rende sacra la pena e sicura la speranza. E la città sente che qua dentro, ora, si raduna ciò che distruggere non si può: la costanza e la forza dell’intelletto e del sapere; sente che qua dentro si conferma la custodia civile dell’Ateneo padovano, di cui più tardi si spalancheranno a tutti le porte, come porte di un tempio inviolato."

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Concetto Marchesi
Periodo: 1878-1957
Categoria: Novecento
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Opera

Titolo: Pagine all'ombra
Edizione: C. Marchesi, Pagine all’ombra, Milano, Zanocco Editore
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Luogo

Nome: Palazzo del Bo (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 2, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.40708207315372, 11.877226285784408
Descrizione:
Sede storica centrale dell’Università a partire dal 1493, Palazzo del Bo è uno dei complessi edilizi più antichi e suggestivi di Padova. Oggi è sede del Rettorato e della Scuola di Giurisprudenza. Si compone di più corpi di fabbrica, articolati attorno a due cortili principali: quello cinquecentesco, detto "Cortile Antico", le cui mura sono ricoperte di antichi stemmi e su cui affacciano la maestosa Aula Magna e il primo Teatro Anatomico stabile al mondo (1595); e il novecentesco "Cortile Nuovo", che immette ad una serie di ambienti decorati da grandi esponenti dell’arte italiana sotto la supervisione dell'architetto e designer milanese Gio Ponti.
Dal Cortile Antico si accede al piano superiore attraverso uno scalone, dove è collocata la statua opera dello scultore Bernardo Tabacco dedicata a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nominata Magistra et doctrix in Philosophia a Padova nel 1678; si passa poi alla Sala dei Quaranta, che prende il suo nome dai 40 ritratti di celebri studenti stranieri dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento, dove è conservata la Cattedra di Galileo, dalla quale, secondo la tradizione, lo scienziato teneva le sue lezioni. La sala introduce all’Aula Magna, assegnata ai giuristi, ma in realtà vi faceva eccezionalmente lezione anche Galileo. Dalla loggia superiore del Cortile Antico è possibile accedere anche al cinquecentesco Teatro Anatomico, realizzato durante il magistero del docente Girolamo Fabrici d’Acquapendente, e da qui alla Sala di medicina, riservata oggi alla discussione delle tesi di laurea. Prima di stabilirsi nel Palazzo del Bo nel 1493, l'Università di Padova non aveva una sede fissa e stabile: le lezioni si svolgevano in abitazioni private o in edifici affittati nel centro della città.
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